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Rapsodia

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Franz LisztFranz Liszt

Rapsodia Brano musicale strumentale basato su un singolo movimento in forma libera, caratterizzato da colori forti e da momenti virtuosistici. Il termine rapsodia deriva dalla parola greca antica rhapsoidós che significa “colui che sa cucire il canto” e indicava una selezione di poemi epici che venivano cantati e recitati da parte degli antichi cantastorie, detti rapsódi.

Nell’Ottocento il termine fu ripreso per indicare una composizione ispirata a melodie popolari nazionali, che venivano parafrasate e accostate una all’altra come succedeva nella pratica degli antichi rapsódi. In certi autori assunse intenti nazionalistici o fu usata come rappresentazione di una identità nazionale.

Tra i primi autori che composero in questa forma si distinse Franz Liszt con le Rapsodie ungheresi per pianoforte (1846-1885), ispirate alle melodie dei gitani dell’Ungheria. Seguirono la Rapsodia per contralto, coro maschile e orchestra (1869) di Johannes Brahms, su testo di Goethe, España (1883) di Alexis-Emmanuel Chabrier, Rapsodia per pianoforte op.1 (1900-1904) di Béla Bartók, che risente degli influssi di Liszt, la Rapsodie Espagnole (1908) di Maurice Ravel (l’unico brano articolato in quattro movimenti), la Norfolk Rhapsody (1906) di Ralph Vaughan Williams, la Somerset Rhapsody (1907) di Gustav Holst e la Rhapsody in Blue per pianoforte e orchestra (1924) di George Gershwin.

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