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Ordinazione

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Cerimonia di ordinazioneCerimonia di ordinazione
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Introduzione

Ordinazione Cerimonia liturgica in cui un membro di una comunità cristiana viene ammesso a un ministero ecclesiastico; riguarda sacerdoti o presbiteri, vescovi (per i quali si usa il termine 'consacrazione') e diaconi. L'elemento centrale dell'ordinazione, comune a tutte le confessioni, è l'imposizione delle mani accompagnata da determinate preghiere, secondo la pratica neotestamentaria (Atti 6:1-6 e 13:1-3). L'ordine sacro differisce in alcuni dettagli nelle diverse confessioni. Ad esempio, durante la cerimonia di ordinazione cattolica il vescovo e tutti i sacerdoti presenti impongono le mani sull'ordinando (a significare che è la totalità della Chiesa che ordina), mentre in un'ordinazione battista impongono le mani sia membri del clero sia rappresentanti del laicato (indicando la funzione dei laici nella scelta dei ministri).

La cerimonia di conferimento dell'ordine sacro è sempre stata parte della vita cristiana. Le prime ordinazioni avvennero quando Gesù scelse i discepoli all'inizio della propria missione (Marco 1:16-20) e nel giorno di Pentecoste (Atti 2), sebbene talvolta l'origine sia ricondotta all'Antico Testamento.

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L'ordinazione nelle chiese cristiane

La Chiesa cattolica, la Chiesa anglicana, la Chiesa metodista e le Chiese ortodosse intendono il sacramento dell'ordine sacro come una celebrazione intrisa di spiritualità, nella quale vengono conferite all'ordinando grazie speciali. Storicamente, questa concezione nacque nel IV secolo, quando si affermò l'uso di far presiedere al sacerdote l'Eucaristia. Battisti, congregazionalisti, pentecostali e avventisti del Settimo giorno intendono invece l'ordinazione come un riconoscimento che l'ordinando già possiede i doni e le grazie necessarie al ministero ed è stato chiamato a servire Dio.

La condizione dell'ordinato muta nelle diverse confessioni. In alcune Chiese, come quelle ortodosse e la maggioranza delle battiste, una persona viene ordinata per servire una determinata comunità locale, mentre nelle Chiese anglicana, metodista e cattolica si è ordinati al servizio della comunità ecclesiastica nel suo complesso. Nella Chiesa avventista del Settimo giorno diaconi e anziani sono ordinati per il servizio della comunità locale, i ministri per quello della Chiesa mondiale.

Alcune confessioni, ad esempio la cattolica, l'ortodossa e l'anglicana, intendono il conferimento dell'ordine sacro come permanente (anche se possono essere concesse dispense), mentre congregazionalisti e battisti ritengono che un ministro ordinato possa ritornare facilmente allo stato laicale.

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Prerequisiti per l'ordinazione

I prerequisiti variano tra le diverse Chiese. Nella Chiesa cattolica è richiesto il celibato, benché sacerdoti di altre confessioni che si convertano al cattolicesimo possano restare preti sposati. Il celibato non è richiesto dalle Chiese protestanti e ortodosse.

Nelle Chiese cattolica e ortodossa e in alcune anglicane è richiesto che il candidato sia maschio, mentre altre Chiese ordinano sia donne sia uomini. La storia di tale questione è complicata. Gesù accoglieva seguaci donne, e le donne raggiunsero posizioni importanti nella Chiesa delle origini (Romani 16); inoltre, nelle prime comunità esisteva una marcata opposizione alla subordinazione della donna (Galati 3:28), nonostante alcune affermazioni contrarie di san Paolo (1 Corinzi 14:34). Già dal IV secolo, tuttavia, era emersa una classe sacerdotale modellata sul sacerdozio del tempio veterotestamentario, da cui aveva ereditato il divieto delle funzioni sacerdotali per le donne; di conseguenza l'ordinazione delle donne venne rigorosamente proibita nel Medioevo. La condizione delle donne cominciò a mutare nel XVII secolo, quando apparvero in Inghilterra le prime predicatrici battiste. Questo sviluppo proseguì culminando nel conferimento dell'ordine sacro alle donne presso varie Chiese protestanti nei secoli XIX e XX. Nel novembre 1992 il Sinodo generale della Chiesa anglicana votò a favore del sacerdozio femminile.

Il Vaticano rimane invece risolutamente contrario all'ordinazione femminile: nella teologia cattolica il sacerdote 'rappresenta' Cristo e nell'enciclica Inter Insigniores (1976) si dichiara che solo i maschi possono rappresentare Cristo, in forza della tradizionale simbologia secondo cui Cristo è lo sposo e la Chiesa è la sua sposa, una relazione che riflette la sottomissione di Maria a Dio.

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