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Risultati di Windows Live® Search Curtis, Edward Sheriff (White Water, Wisconsin 1868 – Los Angeles 1952), fotografo statunitense, famoso per la sua grandiosa opera sui nativi americani. Nel 1892 Curtis aprì uno studio fotografico a Seattle. L’incontro e l’amicizia con l’antropologo George Grinnell lo stimolarono a occuparsi della condizione dei Sioux, confinati nelle riserve a poca distanza dalle prospere cittadine americane. Oltre che da un interesse etnologico e documentaristico, Curtis era mosso dall’orrore del massacro di Wounded Knee e dal senso di ingiustizia per lo squallore in cui erano costrette a vivere queste popolazioni un tempo fiere e libere. Nel 1896 iniziò dunque a viaggiare attraverso le regioni indiane, accolto sempre benevolmente grazie al suo comportamento rispettoso. In breve, il progetto iniziale, che prevedeva la realizzazione di una serie di reportage sulle tribù Sioux, si ampliò fino ad assumere proporzioni grandiose, puntando a una esaustiva rassegna fotografica di tutti i nativi americani. Curtis scattò più di 40.000 foto, catalogò più di 1000 lingue e prese nota di 10.000 canti religiosi, entrando in contatto con circa 80 tribù. Grazie al finanziamento della fondazione John Pierpont Morgan e al supporto ufficiale del presidente Theodore Roosevelt, nel 1907 cominciò la pubblicazione di quella che divenne la maggiore impresa fotografica americana, intitolata The North American Indian. L’opera completa, costituita di 20 volumi di testo accompagnati da 20 portfolio di fotoincisioni, vendette circa 200 copie, rivelandosi dal punto di vista editoriale un fallimento. Nonostante la sfortunata vicenda finanziaria, che condusse Curtis alla bancarotta, questo repertorio di immagini tecnicamente perfette, piene di anima e fortemente evocative rimane tra i massimi monumenti della fotografia del XX secolo.
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