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Introduzione; L'inizio dell'espansione; Gli sviluppi nelle tecniche di navigazione; Le esplorazioni norvegesi verso occidente; La Normandia e le colonie danesi; L'Islanda; La Groenlandia; La vita quotidiana in Islanda e Groenlandia; L'America; L'esplorazione dell'Oriente; L'eredità dei vichinghi
Esplorazioni vichinghe Spedizioni a scopo esplorativo, commerciale e coloniale, compiute dai vichinghi dall'VIII all'XI secolo.
Alla fine dell'VIII secolo d.C. in tutta la Scandinavia non abitavano più di due milioni di persone. Tra le cause che permisero la grande espansione territoriale dei vichinghi (chiamati in seguito normanni, cioè 'uomini del nord') nei tre secoli che seguirono c'è senza dubbio il loro notevole incremento demografico. Sono state date varie spiegazioni alla crescita numerica della popolazione scandinava: i popoli contemporanei, che subirono le loro invasioni, ritenevano ad esempio che uno dei motivi fosse la pratica della poligamia in un contesto sociale propenso alla promiscuità. La vera causa va invece ricercata molto più probabilmente nel repentino cambiamento climatico che l'Europa settentrionale subì intorno all'anno 800 d.C.: le temperature aumentarono nell'emisfero boreale, con il conseguente ritiro dei ghiacciai nella penisola scandinava, cosicché nuovi terreni furono disponibili per l'agricoltura e l'allevamento. Il tasso di mortalità infantile, che fino ad allora era stato piuttosto alto a causa della malnutrizione, si abbassò notevolmente. All'aumento demografico si accompagnò la necessità di trovare nuove risorse e quindi di emigrare alla ricerca di nuovi territori da colonizzare. I primi scandinavi a mettersi in movimento furono i commercianti provenienti dalla Svezia e dall'isola di Gotland, che iniziarono a importare vetri e tessuti, generalmente scambiati con metalli ferrosi. Tra il V e l'VIII secolo si affermò come centro commerciale Helgo, un'isola che sorge nel lago di Mälaren (Svezia meridionale). Qui sono oggi conservate alcune interessanti testimonianze dei viaggi dei commercianti scandinavi, tra cui un bastone pastorale irlandese, probabilmente un bottino di un'incursione vichinga, e una statuetta raffigurante il Buddha, che dimostra l'esistenza di un canale commerciale con l'Oriente. Svedesi e goti cominciarono col creare piccole colonie lungo le coste del mar Baltico e probabilmente anche nell'odierna Finlandia. Nel IX secolo, alla ricerca di nuove vie commerciali, raggiunsero la Russia e iniziarono a percorrere la fitta rete di vie d'acqua che attraversa il grande paese.
Già prima della fine dell'VIII secolo i vichinghi navigavano con navi dalle grandi vele, con una chiglia molto solida e con particolari caratteristiche che permettevano loro di affrontare il Mare del Nord e l'oceano Atlantico. Erano navi di grandi dimensioni, chiamate drakkar, con le quali razziavano le Isole britanniche e le coste dell'Europa settentrionale: riccamente ornate con dipinti e dorature, avevano prue scolpite raffiguranti mostri marini e simboli di guerra che incutevano timore alla sola vista. I vichinghi divennero veri e propri maestri nell'arte della navigazione: erano in grado di affrontare il mare in qualsiasi stagione e con ogni tipo di clima, e si orientavano osservando il sole e le stelle. I primi avvistamenti dell'Islanda, della Groenlandia e dell'America avvennero casualmente, nel corso delle loro esplorazioni, ma i viaggi successivi furono progettati, grazie alle conoscenze geografiche acquisite, con la volontà di raggiungere e colonizzare le nuove terre.
Negli ultimi anni dell'VIII secolo furono i norvegesi a prendere il mare. Il famoso saccheggio del monastero inglese di Lindisfarne, che fu messo a ferro e fuoco nel 793, è tradizionalmente considerato l'inizio dell'espansione norvegese. Nell'802 i norvegesi raggiunsero il Dorset, lungo la costa meridionale della Gran Bretagna. Successive spedizioni furono dirette in Irlanda, nel Galles e, soprattutto, verso le isole situate a nord e a ovest della Scozia, cioè le Fær Øer, abitate da uno sparuto gruppo di eremiti irlandesi, le Orcadi e le Shetland dove ridussero in schiavitù le popolazioni autoctone e i preti irlandesi che avevano qui fondato alcuni monasteri. Nel corso del IX secolo i vichinghi intensificarono la loro presenza in Irlanda, lungo le cui coste costruirono insediamenti fortificati che in seguito divennero centri commerciali assai fiorenti oltre che le basi da cui partivano le incursioni dirette alle Isole britanniche. Per quanto la pirateria fosse una pratica ampiamente diffusa, lo scopo principale delle loro missioni non era il saccheggio ma la colonizzazione. I norvegesi, stretti tra le montagne e il mare, cercavano terre da occupare e la loro ricerca proseguì senza sosta per tutto il IX secolo. I coloni vivevano essenzialmente di agricoltura, di pesca e di caccia alla foca, oltre che di commercio e di saccheggio.
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