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Risultati di Windows Live® Search Blakey, Art (Pittsburgh, Pennsylvania 1919 - New York 1990), batterista e direttore d’orchestra jazz statunitense. Dopo la conversione all’islamismo assunse il nome di Abdullah ibn Buhaina. Blakey studiò il pianoforte da autodidatta, mentre per mantenersi lavorava in un’acciaieria. Successivamente passò alla batteria e si trasferì a New York, dove nei primi anni Quaranta suonò in diverse orchestre, tra cui quella di Fletcher Henderson. Nel gruppo di Bill Eckstine dal 1944 al 1947, entrò in contatto con i pionieri del bebop Dizzy Gillespie e Charlie Parker, e con le cantanti Sarah Vaughan e Billie Holiday. Nel 1954, con Horace Silver al pianoforte, Clifford Brown alla tromba e altri, Blakey incise A Night in Birdland, inaugurando quel filone del bebop, meno ostico e più incline al gospel, che avrebbe preso il nome di “hard bop”. Nel gruppo – i Jazz Messengers – avrebbero militato molti dei migliori giovani jazzisti del successivo quarantennio, tra cui Wayne Shorter, Keith Jarrett, Donald Byrd e Freddie Hubbard; Blackey avrebbe continuato a scoprire e ospitare nuovi talenti fino agli anni Ottanta (come i fratelli Wynton e Branford Marsalis nell’album Keystone 3 del 1982). Musicista dotato di eccelsa sensibilità musicale e straordinaria potenza, Blakey sapeva secondare le originalità sottili e geniali di Thelonious Monk con lo stesso agio con cui trascinava la sezione ritmica di una grande orchestra. Il suo virtuosismo contribuì in maniera fondamentale a conferire particolare pregio alla batteria come strumento solista.
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