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    The Bamboccianti were genre painters active in Rome from about 1625 until the end of the seventeenth century. Most were Dutch and Flemish artists who brought existing peasant ...

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Bamboccianti

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Jan Both: Rive di un ruscelloJan Both: Rive di un ruscello

Bamboccianti Gruppo di pittori olandesi, fiamminghi e italiani del XVII secolo, attivi a Roma, accomunati dalla ripresa di stilemi e tratti compositivi propri della produzione di Pieter Boddingh van Laer. Il termine deriva dall’appellativo “bamboccio” con cui quest’ultimo (residente a Roma tra il 1625 circa e il 1638) venne soprannominato a causa del suo aspetto deforme.

Il vero e proprio genere pittorico che si sviluppò con questa pratica dell’imitazione si caratterizza per il ricorrere di scene popolari – di ambiente romano – in tele di formato ridotto, o in composizioni di piccole figure.

La qualifica di “bambocciante” venne inizialmente utilizzata in accezione spregiativa da Salvator Rosa, che pure dovette ammettere i meriti artistici di Van Laer (il termine ricorre nella Satira della pittura, 1642 ca.), e da Francesco Albani, che la introdusse in una lettera ad Andrea Sacchi pubblicata nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia. Tale atteggiamento di stroncatura si deve certamente al pregiudizio accademico, che privilegiava nella valutazione dell’opera il contenuto sulla qualità pittorica (e quindi portava alla condanna dei soggetti “bassi” di questi dipinti) e non ammetteva deroghe dalla tradizionale classificazione dei generi. Ma in parte ebbe un ruolo anche la gelosia che suscitava, nei classicisti così come nei pittori di genere, il vivo interesse mostrato dal mercato collezionistico verso le “bambocciate”.

La maniera dei bamboccianti prese le mosse dal realismo antiretorico di stampo caravaggesco e trovò fertile terreno per affinarsi nella tradizionale inclinazione per la descrizione analitica degli artisti olandesi e fiamminghi. La produzione dei bamboccianti è ricca di scene di vita quotidiana, di ambito contadino e urbano, incentrate su mendicanti, straccioni, “pitocchi” e ciarlatani che si muovono tra umili botteghe, quartieri malfamati, mercati affollati, feste e processioni. Alla verità naturalistica della rappresentazione si sostituiscono talvolta anche deformazioni grottesche.

La critica ha recentemente ridimensionato il ruolo di Van Laer all’interno della scuola, per il ristretto numero di opere di sua mano riconducibili al genere della bambocciata. Più significativa fu la produzione di Andries Both e del fratello Jan, interessati soprattutto alla rappresentazione degli effetti atmosferici; altri esponenti del filone furono Thomas Wijck, Jan Miel, Theodoor Helmbreker e il Maestro dei mestieri romani, da alcuni identificato con Johannes Lingelbach. Ai bamboccianti fiamminghi e olandesi si unirono alcuni artisti italiani, tra cui spicca la figura di Michelangelo Cerquozzi (La rivolta di Masaniello, Galleria Spada, Roma; L'abbeveratoio, Galleria nazionale d'arte antica, Roma), dotato di una vena narrativa vivace e spigliata e autore anche di quadri di grande formato.

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