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Campigli, Massimo

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Campigli, Massimo (Firenze 1885 - Saint-Tropez, Costa Azzurra 1971), pittore italiano. Autodidatta, unì e sintetizzò diverse esperienze pittoriche. Nel 1909 si trasferì a Milano, dove entrò in contatto con i futuristi e collaborò alla rivista 'Lacerba'. Alla fine della prima guerra mondiale fu inviato a Parigi per il 'Corriere della Sera', ma alla carriera giornalistica preferì quella di pittore.

Espose per la prima volta nel 1923 alla Galleria d'arte Bragaglia a Roma. Postimpressionismo, cubismo e pittura metafisica furono inizialmente i suoi riferimenti più importanti, mentre la ricerca di una forma classica stilizzata lo avvicinò da una parte al recupero dell'arte primitiva, dall'altra alla pittura egizia. Al suo rientro a Roma, nel 1928, iniziò a interessarsi dell’arte etrusca, al cui influsso principalmente si deve lo stile personalissimo che da allora contraddistinse le sue tele.

Durante gli anni Trenta fu più volte a New York, dove espose alla Julien Levy Gallery (1931, 1935, 1939). Nel 1933 eseguì, insieme a Giorgio de Chirico, Achille Funi e Mario Sironi, alcuni dipinti murali (andati perduti) per il Palazzo dell’Arte di Milano. Dalla fine degli anni Quaranta soggiornò a lungo all’estero, dividendosi tra Parigi, Milano, Roma e Saint-Tropez. Espose alla Biennale di Venezia nelle edizioni 1948, 1958, 1960 e 1962.

Al centro dei suoi quadri, figure di donne con silhouette ad anfora (bagnanti, cucitrici, violiniste, spose) e dai colori prevalentemente terrosi evocano mondi di arcaica memoria (La passeggiata, 1955, Galleria d'arte moderna di Ca' Pesaro, Venezia). Nella produzione tarda, figure femminili sempre più stilizzate – talvolta quasi segni astratti – ricordano le sculture africane intagliate nel legno o le enigmatiche immagini di dee degli aborigeni australiani (Le mondariso, 1958; La consolatrice, 1966; Welcome, 1967-1970).

Campigli si dedicò anche all’illustrazione libraria (tavole per Il Milione di Marco Polo e il Theseus di André Gide) e alla tecnica della litografia a colori. Fu membro dell’Albo d’Oro dell’AIAM (Accademia internazionale d’arte moderna).

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