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Risultati di Windows Live® Search Canzoniere Raccolta di poesie in uso soprattutto prima dell'invenzione della stampa. Sia le forme metriche sia il tipo di organizzazione del testo variano a seconda dell'epoca. Nel XIII secolo, i canzonieri dei poeti provenzali raccoglievano poesie di autori diversi, e lo stesso accadeva per quelli duecenteschi italiani, in genere organizzati in momenti successivi rispetto alla data dei componimenti che comprendevano. Si tratta di opere fondamentali per la conoscenza di testi precedenti al Dolce stil novo, anche se molti canzonieri dedicati alla poesia del Duecento furono allestiti nel Quattrocento e Cinquecento, e questa 'lontananza' li rende poco fedeli agli originali. Tra il 1476 e il 1477 Lorenzo il Magnifico fece preparare un'antologia della poesia dalle origini ai tempi suoi intitolata Raccolta aragonese, mentre la prima silloge a stampa è del 1527 e si intitola Sonetti e canzoni di diversi antichi autori toscani in dieci libri raccolti. A dare alla sua raccolta una struttura nuova, coerente per scelte tematiche e stilistiche, fu Francesco Petrarca, che riunì le sue poesie volgari in un Canzoniere, elaborato in più redazioni lungo il corso di decenni a partire dagli anni Trenta del XIV secolo e il cui titolo originale in latino è Rerum vulgarium fragmenta, ovvero 'Frammenti di scritti in lingua volgare'. La novità risalta mettendo a confronto questi Frammenti di cose volgari con le raccolte dei due altri massimi scrittori italiani: sia Dante sia Boccaccio allestirono più semplicemente delle Rime, cioè canzonieri che non si proponevano una forte coerenza e una precisa organizzazione interna. Il modello petrarchesco conobbe una rapida fortuna a partire dal Quattrocento, in particolare con Matteo Maria Boiardo, Jacopo Sannazaro e i cosiddetti petrarchisti, affermandosi come paradigma letterario nel Cinquecento con l’opera di Pietro Bembo. Tra i poeti del Novecento, in Italia, un’originale ripresa del canzoniere, inteso come romanzo dell’anima, si deve a Umberto Saba.
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