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Risultati di Windows Live® Search Letteratura maccheronica Genere letterario appartenente alla tradizione goliardica; prende il nome dalla Macharonea di Tifi Odasi (morto a Padova nel 1492), scritta dopo il 1448 e in seguito più volte ristampata. Caratteristica della letteratura maccheronica è l’utilizzo della lingua letteraria in uso negli ambienti accademici di Padova fra Quattrocento e Cinquecento. Si tratta di una lingua “mista”, che su una base grammaticale e sintattica latina innesta un lessico volgare. Ne discende un effetto parodico della cultura classica, accentuato dal fatto che spesso vengono trattati temi legati alla cucina, al cibo (da qui la derivazione dal termine “maccarone” nel significato di cibo grossolano), ai bisogni fisici dell’uomo. Massimo esponente del genere fu il mantovano Teofilo Folengo: con il nome di Merlin Cocai, egli pubblicò una raccolta di scritti intitolata Maccheronee (la prima edizione risale al 1517, la quarta, e ultima, al 1552). Al centro di questa raccolta di poesie maccheroniche c’è il poema in esametri intitolato Baldus (1517), parodia dell’Eneide di Virgilio e della tradizione della letteratura cavalleresca. Nel Baldus, il principale mezzo di stravolgimento grottesco è l’invenzione linguistica, che si avvale di un impasto di grammatica e sintassi latina con termini dialettali, in particolare dell’Italia settentrionale, e bizzarri neologismi per dar vita a un’epopea anticlassicistica in bilico tra realismo e comicità visionaria.
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