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Petrarchismo

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Michelangelo: Amor, la tua beltà non è mortaleMichelangelo: Amor, la tua beltà non è mortale

Petrarchismo Fenomeno di imitazione della poesia volgare di Francesco Petrarca a opera di autori non solo italiani, che nei secoli XV e XVI diedero vita a una tradizione di testi poetici con caratteristiche comuni.

Il Canzoniere di Petrarca costituì subito un punto di riferimento in ambito lirico, soprattutto per il lessico, ma una sua utilizzazione organica caratterizza la poesia del secondo Quattrocento, specie fuori Toscana. È con la letteratura 'cortigiana' (il Cariteo, il Tebaldeo, Panfilo Sasso) che cominciò a delinearsi una 'maniera', con la riproposizione del repertorio petrarchesco di immagini, metafore, paragoni, scelte lessicali, che ebbe successo nelle corti e che subito dopo acquistò rinomanza europea con Serafino Aquilano. I risultati più significativi del petrarchismo quattrocentesco restano gli Amorum libri di Matteo Maria Boiardo e i Sonetti e canzoni di Jacopo Sannazaro. Un superamento di questo 'volgarizzamento' venne compiuto nel primo Cinquecento da Pietro Bembo che, attraverso un'edizione corretta del Canzoniere (1501) e la riflessione critica nel dialogo degli Asolani (1505), giunse a codificare il linguaggio di Petrarca come il più alto e compiuto nella poesia con le Prose della volgar lingua (1525). A questo punto Petrarca divenne il modello esclusivo della poesia. Il modello petrarchesco si configurò così come un 'sistema', con i rischi del proliferare di stereotipi.

Cominciò poi, nel secondo Cinquecento, una progressiva dissoluzione interna del modello con Torquato Tasso e altri autori, che variarono il 'sistema' attraverso soluzioni metriche e musicali nuove, anche per l'emergere della sensibilità propria dell'età del manierismo (vedi Letteratura italiana: Il Cinquecento: Il secondo Rinascimento e il manierismo). Utilizzarono infatti il modello petrarchesco temperamenti originali quali Michelangelo, Giovanni della Casa e Galeazzo di Tarsia (1520 ca. - 1553). Il petrarchismo resta in ogni caso un codice di comunicazione sociale che vide attive anche delle donne (Vittoria Colonna, Gaspara Stampa, Isabella Morra). Forma estrema della degenerazione del 'sistema' è l'antipetrarchismo di Francesco Berni.

La lezione di Petrarca venne ripresa in Francia dai poeti della Pléiade, che sul modello petrarchesco innestarono quelli lirici greco-latini dando così un nuovo sapore al classicismo del tardo Cinquecento e del Seicento. La Pléiade agì poi (come l'Aquilano aveva agito su Thomas Wyatt e Henry Howard Surrey) su un gruppo di poeti inglesi quali Thomas Watson (1557-1592 ca.) e Philip Sidney, i due artefici del sonetto elisabettiano. Più autonomo è stato il percorso del petrarchismo spagnolo, in cui fu forte la mediazione dell'opera di Iacopo Sannazaro in quella di Juan Boscán Almogáver (1487/1492-1542) e di Garcilaso de la Vega.

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