Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Arte della Magna Grecia, scelti dalla redazione di Encarta
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Arte della Magna Grecia

Risultati di Windows Live® Search

  • Centro di studi per la Magna Grecia

    Giannelli G., Culti e miti della Magna Grecia, Napoli, L'Arte Tipografica, 1963; Tine Bertocchi F., La pittura funeraria, Napoli, L'Arte Tipografica, 1964;

  • Museo nazionale della Magna Grecia - Wikipedia

    Laganà. Reggio Città d'Arte. Giulio Iacopi. L'organizzazione del Museo Nazionale di Reggio Calabria (Museo Centrale della Magna Grecia). Estratto da:

  • Magna Grecia - Wikipedia

    Ciaceri, Storia della Magna Grecia, Vol. I-III, Arte Tipografica, Napoli 1976 (ristampa anastatica dell'edizione del 1928) E. Greco, Archeologia della Magna Grecia, Laterza, Bari 2000; P ...

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Arte della Magna Grecia

Articolo
Multimedia
Fronte del tempio di Nettuno, PaestumFronte del tempio di Nettuno, Paestum
Struttura articolo
1

Introduzione

Arte della Magna Grecia Produzione artistica e architettonica delle colonie greche in Italia meridionale, note con la denominazione di Magna Grecia. Il processo di colonizzazione avviato a partire dagli ultimi decenni dell’VIII secolo a.C. portò allo sviluppo in queste regioni di un’importante civiltà, alla quale la storiografia e la storia dell’arte del secondo Novecento hanno riconosciuto caratteri propri, originali rispetto alle esperienze culturali e artistiche delle aree centrali del mondo greco.

Il tratto particolare, che definisce le prime esperienze figurative dei greci d’Occidente, deriva direttamente dalla stessa posizione geografica degli insediamenti coloniali, alla frontiera del mondo greco: i coloni intrattenevano pertanto frequenti scambi – di idee, stili, tecniche artistiche, soggetti – con le culture indigene, e d’altra parte mantenevano stretti contatti con le città della madrepatria.

All’interno di questo vivace e dinamico incontro tra due poli culturali diversi si collocano le manifestazioni figurative (pittura vascolare, scultura, decorazione) e architettoniche (edifici pubblici, edilizia sacra) della Magna Grecia. Il momento di maggiore sviluppo e consolidamento di queste esperienze artistiche si ebbe nel corso dell’età arcaica (fine VII - inizi V secolo a.C.), mentre, a partire dalla fine del periodo classico (IV secolo a.C.), esse finirono per stemperarsi nel comune linguaggio dell’arte ellenistica.

2

Architettura e urbanistica

Numerosi, di notevole valore artistico e di proporzioni maestose, i monumenti della Magna Grecia sono giunti fino a noi spesso in ottimo stato di conservazione, come nel caso dell’area sacra di Paestum. Tali edifici furono realizzati attraverso una continua ricerca di nuove soluzioni, che a volte anticipavano, a volte recuperavano, e comunque mettevano in discussione i canoni tradizionali degli ordini architettonici elaborati in Grecia.

I primi templi vennero eretti agli inizi del VI secolo a.C., quando i grandi nuclei urbani coloniali si svilupparono, con l’emergere e il consolidarsi delle aristocrazie che ne detenevano il controllo politico e religioso. Le testimonianze più rilevanti di questo periodo appartengono perlopiù all’ordine dorico, come nel caso della cosiddetta Basilica e del tempio di Atena a Paestum, o in quello del tempio detto “delle Tavole palatine” a Metaponto; ma non mancano esiti ionici (a Locri e Paestum) ed esempi di contaminazione tra i due ordini, già in età arcaica. Grandiosi edifici furono eretti fino a tutta l’età classica, come testimonia il tempio di Nettuno a Paestum e i coevi esemplari sicelioti della Valle dei Templi ad Agrigento.

Di grande rilievo furono, in Magna Grecia, le realizzazioni urbanistiche: l’organizzazione razionale dello spazio si tradusse in una suddivisione ortogonale degli impianti urbani, come testimoniano le rovine di Metaponto e di Paestum. La ripartizione dello spazio urbano, che distingueva i luoghi pubblici (religiosi e politici, come l’agorà) dalle aree private, corrispondeva alla razionalità dello spazio agrario, entro il quale sorgeva la polis.

3

Scultura

Risalgono alla fine del VII secolo a.C. le prime sculture di cui si ha testimonianza, perlopiù di terracotta e in stile dedalico, connesse alla costruzione di edifici destinati al culto. Nel VI secolo furono eretti i primi santuari, tra cui l’Heraion (santuario di Era) del Sele presso Poseidonia-Paestum: lo decorava il più grande ciclo di metope figurate mai rinvenuto in tutto il mondo greco, che rappresenta, in uno stile ionico estremamente fluido e vivace, numerosi episodi della mitologia greca, incentrati sulla figura di Eracle (lo stesso eroe è protagonista del coevo gruppo di metope dell’altro grande santuario d’Occidente, quello siceliota di Selinunte).

Importanti e numerose sculture in marmo a tutto tondo, fra le quali spicca la Dea seduta conservata a Berlino (proveniente da Taranto), notevoli statue di korai (“fanciulle”) e kouroi (“fanciulli”), e opere a rilievo, come il Trono Ludovisi (a Roma, proveniente da Locri), testimoniano la ricchezza della produzione d’età arcaica: gli scrittori antichi ricordano due rilevanti figure di scultori in bronzo, Clearco e Pitagora di Reggio.

Esempi della produzione di oggetti d’uso in bronzo sono forniti dalla ricca serie di manici di fabbrica locrese, ornati da figure a tutto tondo maschili o femminili. Di grande importanza è inoltre la diffusione di grandi vasi in bronzo decorati, uno dei quali, noto come Cratere di Vix, è stato rinvenuto nel corredo di un personaggio dell’aristocrazia celtica a Vix, nel cuore della Gallia.

Oltre che nella decorazione architettonica (fregi, antefisse, acroteri) e nell’arte votiva (statuette fittili con funzione di ex voto), la produzione in terracotta trovò una peculiare applicazione, in Magna Grecia, nella serie dei pínakes di Locri, quadretti votivi di stile ionico-severo con raffigurazioni connesse al culto e al mito di Kore-Persefone.

Un eccezionale repertorio delle tipologie statuarie arcaiche e classiche è infine fornito dalla straordinaria produzione di monete della Magna Grecia (vedi Numismatica), che si distingue per la raffinatezza tecnica, la qualità stilistica e la varietà tematica delle coniazioni; i maggiori centri di produzione furono Taranto, Caulonia, Paestum, Terina e Neapolis (Napoli).

4

Ceramica e pittura

Grazie alle ricerche archeologiche degli ultimi decenni del Novecento, si è raccolta una straordinaria documentazione relativa alle prime produzioni ceramiche dei coloni greci d’Occidente. Dagli scavi di Pithekoussai, a Ischia, sono emersi straordinari frammenti di ceramica euboica, databili dalla fine dell’VIII secolo a.C., decorati con raffigurazioni di episodi della vita quotidiana e del mito, e recanti iscrizioni che alludono ai poemi omerici.

L’emporio greco dell’Incoronata, presso Metaponto, ha restituito una splendida serie di vasi (VII secolo a.C.): pregevole la decorazione figurata, che interpreta in modi originali il repertorio mitologico trasmesso dalla ceramica greca di Rodi, Argo e Corinto. Alla fine del V secolo a.C., con l’arrivo nell’Italia meridionale di ceramisti attici, e grazie anche all’ormai compiuta integrazione tra culture artistiche locali e greche, ebbe inizio la produzione vascolare nota con il nome di ceramica italiota: nel corso del secolo seguente fiorì una serie di scuole regionali di ceramica (in Apulia, in Lucania e in Campania) caratterizzate da esuberanti linguaggi decorativi.

Di enorme interesse sono infine (in particolare nell’area lucana) i reperti di pitture funerarie, un genere del quale abbiamo splendida testimonianza nel V secolo con la Tomba del tuffatore di Poseidonia-Paestum; nel secolo successivo furono riccamente dipinte quasi tutte le tombe dell’aristocrazia lucana divenuta ormai padrona di Paestum.

Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft