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Risultati di Windows Live® Search Naturalismo (pittura) In arte, tendenza a rappresentare la realtà e la natura il più possibile fedelmente, così come appare alla diretta osservazione, senza mediazioni intellettuali o idealizzazioni di derivazione filosofica e religiosa. Il termine viene usato come categoria astorica, per indicare una componente del fare artistico che si è ripresentata più volte nel corso della storia dell'arte, seppure secondo varie interpretazioni e con sfumature differenti. Storicamente, si individua tuttavia nell'arte europea del XVII secolo la manifestazione più consapevole e coerente dell'atteggiamento naturalistico, che, tradotto allora in precise tecniche e modi rappresentativi, costituì una decisa rottura con la tradizione accademica e idealista. All'origine del processo di affermazione del naturalismo in pittura furono le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci (vedi Caravaggismo), che divennero un modello e un punto di riferimento per pittori e scuole dei maggiori centri artistici europei. Nei Paesi Bassi, la lezione di Caravaggio fu assimilata da Hendrick Terbrugghen (Concerto, 1621, Kunsthistorisches Museum, Vienna), Frans Hals (La zingara, 1628-1630, Louvre, Parigi) e Rembrandt, che si avvicinò al circolo dei caravaggisti di Utrecht (Il cambiavalute, 1627, Staatliche Museen, Berlino). L'eredità caravaggesca venne accolta anche in Spagna da Diego Velázquez, che la elaborò in un suo personale stile espressivo (La vecchia che frigge le uova, 1618, National Gallery of Scotland, Edimburgo), e in Francia da Georges de La Tour e Louis Le Nain. Spesso gli artisti naturalisti del Seicento si ispirarono alla realtà quotidiana e locale che conoscevano direttamente, trasponendo volti, usanze, ambienti tipici dell'epoca in contesti diversi: se nel dipinto Bevitori (1630 ca., Boymans van Beuningen Museum, Rotterdam) di Adriaen Brouwer personaggi e situazioni riproducono una scena frequente nei villaggi delle Fiandre, nella tela Contadino col satiro (in varie versioni, 1620 ca., Alte Pinakothek, Monaco) di Jacob Jordaens la resa naturalistica delle figure e dei particolari non comporta di per sé un atteggiamento realistico, per l'introduzione del personaggio mitologico. Oltre che nell'accentuato chiaroscuro e negli effetti di luce, che costituiscono in molte opere un principio compositivo primario, la pittura naturalistica si caratterizza per la precisione analitica con cui viene riprodotto l'incarnato, per la spontaneità delle espressioni e la verità psicologica dei personaggi, per il taglio e il punto di vista inusuale della rappresentazione, per la drammaticità e il dinamismo delle scene.
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