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Risultati di Windows Live® Search Latini, Brunetto (Firenze 1220 ca. - 1294), scrittore e poeta italiano. Figlio di un notaio e notaio egli stesso, fu cancelliere del Comune di Firenze ricoprendo importanti funzioni pubbliche. Nel 1260, essendo in pericolo la posizione dei guelfi a Firenze, venne mandato come ambasciatore a chiedere aiuto ad Alfonso X il Saggio, re di Castiglia, che era stato designato 're dei romani'. Fu una missione inutile, perché i guelfi vennero battuti a Montaperti, ed egli si rassegnò all'esilio, trasferendosi dapprima a Montpellier e poi a Parigi. Con il capovolgimento della situazione politica dopo la battaglia di Benevento (1266), tornò a Firenze, dove ricevette incarichi politici di rilievo. Nel 1284 faceva parte del Consiglio del podestà, assieme a Guido Cavalcanti e Dino Compagni. Fu nel periodo dell'esilio che egli scrisse la Rettorica, in cui, precorrendo la cultura propriamente umanistica, proponeva il modello ciceroniano traducendolo e volgarizzandolo a uso dei non letterati. Allora compose anche le opere per cui resta famoso, il Tresor, sorta di enciclopedia a uso pratico scritta in francese, e il Tesoretto, poemetto didascalico incompiuto dove tratta di teologia, filosofia naturale ed etica. Nel XV canto dell'Inferno Dante lo salutò come uno dei suoi maestri.
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