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Risultati di Windows Live® Search Angiolieri, Cecco (Siena 1260 ca. - 1312 ca.), poeta italiano. Ciò che si conosce della sua vita risulta da fonti secondarie e indirette, che testimoniano di una vita sregolata e dissipata. Sappiamo, ad esempio, che nel 1281 fu multato tre volte dal bargello per disturbo della quiete pubblica, e che nel 1291 fu implicato nel ferimento di un uomo, ma senza subire condanna. Intorno al 1296 dovrebbe collocarsi un suo primo allontanamento da Siena, forse a causa di un bando politico. Nel 1302 svendette per bisogno di soldi un suo podere, ma, non si sa se per vita dispendiosa o altro, le sue finanze rimasero fallimentari, tanto che alla sua morte, avvenuta forse nel 1312, i cinque figli rimasti a suo carico rinunciarono all'eredità perché troppo gravata dai debiti. Incontrò probabilmente Dante alla battaglia di Campaldino, contro Arezzo (vedi Guelfi e ghibellini). È probabile che, per quanto dalle due parti siano andati perduti i materiali poetici relativi, fra Dante e Angiolieri vi sia stata, oltre che una tenzone in rima, una cordiale amicizia, poi deterioratasi, come risulta da un famoso sonetto di Cecco indirizzato a Dante. I sonetti attribuiti all'Angiolieri sono circa 150. Discendono dalla tradizione goliardica e dalla poesia giocosa, che, esprimendosi in un linguaggio pittoresco e realistico, assumeva nei suoi componimenti qualità più variegate, con temi a tratti sfrontati e dissacratori, come quello dell'esaltazione del denaro e del rancore verso i genitori.
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