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Risultati di Windows Live® Search D’Azeglio, Massimo Taparelli (Torino 1798-1866), scrittore, uomo politico e pittore italiano. Di nobili natali, fu avviato alla carriera militare. Entrato nella Guardia civica, ebbe un incarico come attaché a Roma, dove, visitando musei e gallerie, sentì una chiara vocazione pittorica. Dopo una breve parentesi di vita militare a Torino, tornò a Roma deciso a dedicarsi alla pittura, e lì visse dieci anni di studio e riflessione. Nuovamente a Torino, cercò di conciliare in sé la passione politica, la pittura e la scrittura. Trasferitosi a Milano, scrisse il romanzo storico d’ambientazione medievale Ettore Fieramosca (1833) e frequentò Alessandro Manzoni, di cui sposò la figlia Giulia. Influenzato dal cugino Cesare Balbo, dopo il secondo romanzo, Niccolò de’ Lapi (1841), ampliò i contatti con i carbonari e i mazziniani in Emilia e Romagna (nel 1845 pubblicò lo scritto Degli ultimi casi di Romagna), pur ribadendo sempre la propria posizione di liberale moderato. Seguì i moti di Milano (Lutti di Lombardia) e nel 1851 fu nominato presidente del Consiglio nel governo costituzionale del Regno di Sardegna, nel quale fece entrare Cavour, cui cedette la carica l’anno dopo, quando si ritirò a vita privata. Continuò comunque a seguire le vicende politiche e svolse delicati incarichi più o meno ufficiali. Nel 1863 cominciò a scrivere l’opera per cui va famoso, I miei ricordi, che al di là dello spunto autobiografico vuole essere un’opera di ammaestramento civile. Tuttavia, dietro il proposito didattico nei Ricordi affiora di continuo un’autentica vena creativa e una certa gioia nel descrivere e rappresentare, con gusto quasi pittorico, situazioni, figure e paesaggi.
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