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Risultati di Windows Live® Search Berni, Francesco (Lamporecchio, Firenze 1497 ca. - Firenze 1535), poeta italiano. La sua breve vita rappresenta uno degli esempi estremi di letterato cinquecentesco al servizio di molti padroni e mecenati, e vittima alla fine delle rivalità e congiure che esplodevano nei palazzi del potere. Compiuti gli studi nella sua città, nel 1517 seguì a Roma il cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena e dopo la morte di questi fu assunto dal nipote, Angelo Dovizi, a Firenze; dopo un paio d’anni tornò a Roma diventando segretario di Giovanni Matteo Giberti che, nominato vescovo di Verona, lo portò con sé e lo incaricò di alcune delicate missioni. Lasciato anche il Giberti, nel 1530 visse per conto proprio a Padova, dove completò il 'rifacimento' in puro toscano dell’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo, che rimane il suo lavoro più vivo. Tornò quindi al servizio del Giberti, dal quale si allontanò nel 1532 per essere segretario di Ippolito de’ Medici, mentre al potere c’era il duca Alessandro de’ Medici. Tra le ipotesi sulle oscure circostanze che lo portarono alla morte, c’è quella che lo vuole avvelenato per essersi rifiutato di avvelenare a sua volta il cardinale Giovanni Salviati, che parteggiava per Ippolito contro Alessandro. Autore di rime scanzonate e irriverenti sui temi più futili e licenziosi, di celie e farse come La Catrina, di sonetti irrisori indirizzati al papa Adriano VI e a Pietro Aretino, con quest’ultimo, pur su fronti diversi, condivide un preciso atteggiamento antiletterario di polemica nei confronti del petrarchismo e della poesia laureata.
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