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Giusti, Giuseppe

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Giusti: Sant’AmbrogioGiusti: Sant’Ambrogio

Giusti, Giuseppe (Monsummano Terme, Pistoia 1809 - Firenze 1850), poeta e scrittore italiano. Studiò dapprima al seminario di Pistoia, poi al collegio dei nobili a Lucca e infine si iscrisse alla facoltà di legge a Pisa, dove, dopo tre anni di interruzione, si laureò nel 1834. Stabilitosi a Firenze, entrò in società e conobbe quel mondo che doveva diventare bersaglio dei suoi 'scherzi', ovvero le Poesie, composte principalmente nel quindicennio 1831-1846. Questa sua produzione satirica e giocosa era intesa, oltre che a fare oggetto di caricatura i funzionari e i poliziotti austriaci, a fustigare, con tratti da pantomima, i vizi degli opportunisti di turno e dei servili impiegati italiani.

Giusti era di salute cagionevole e la sua vita fu povera di eventi. Conobbe Manzoni, cui si legò d'amicizia, e durante gli avvenimenti del 1848 partecipò alla vita pubblica diventando deputato dell'assemblea legislativa toscana. Poi, col ritorno del granduca Leopoldo II sostenuto dagli austriaci, si ritirò in casa dell'amico Gino Capponi, dove morì improvvisamente di tisi nel 1850. Oltre alle Poesie, lasciò un nutrito Epistolario e una raccolta di Proverbi toscani.

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