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Risultati di Windows Live® Search Gozzi, Gasparo (Venezia 1713 - Padova 1786), scrittore italiano. Al pari del fratello minore Carlo, ebbe a soffrire per le difficoltà economiche della famiglia, nobile ma assai decaduta, specie quando con la morte del padre, il conte Jacopo (la madre era una Tiepolo), l'eredità fu suddivisa tra undici fratelli. Dopo gli studi di legge e matematica, sposò Luigia Bergalli, poetessa arcade più vecchia di lui, e la sua casa divenne un'officina letteraria in cui furono impegnati la moglie, le figlie e i fidanzati delle figlie. Tradusse su commissione autori classici antichi e anche moderni, tra cui Molière, e le difficoltà economiche, che lo angustiarono tutta la vita, non cessarono neppure nel 1754, quando si incaricò, per un compenso troppo modesto, di redigere un catalogo della Libreria di San Marco. Pubblicò nel 1750 una serie di Lettere diverse, e un anno dopo le Lettere serie, facete, capricciose e quasi bestiali, che nell'osservazione arguta e ironica della realtà quotidiana rivelarono la sua vera vocazione giornalistica. La 'Gazzetta veneta' (1761-62) e l''Osservatore veneto' (1761-62), nati da un accordo con una società di commercianti col proposito di fornire notizie di comune utilità, si rivelarono una palestra di discussione sui temi più vari, dal costume, alla morale, alla cultura. Avendo a modello lo 'Spectator' di Joseph Addison, Gozzi fornì un quadro ricco e intelligente della società veneziana del tempo e scrisse ininterrottamente i numeri del suo giornale in uno stile vivido, fluido ed elegante che fa di lui il migliore prosatore del Settecento italiano. Tra le altre sue opere, che comprendono varie prose, volgarizzazioni di Luciano e poemetti, vanno ricordati i Sermoni in endecasillabi sciolti, che Giosue Carducci giudicò i più belli prima di Giuseppe Parini.
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