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Risultati di Windows Live® Search Grazzini, Anton Francesco (Firenze 1503-1584), detto il Lasca, scrittore italiano. Da giovane fu messo a bottega da un parente speziale e, non essendovi conoscenza di una sua educazione sistematica, c'è da ritenere che in quel periodo egli sia andato formandosi una sua cultura da autodidatta, dapprima soprattutto nell'ambito poetico. Nel 1540 fu tra i fondatori dell'Accademia degli Umidi, e da allora assunse il soprannome del Lasca, con cui restò poi noto. Compose una gran quantità di rime giocose (canzoni, sonetti, madrigali) e fu considerato il migliore seguace di Francesco Berni. La sua produzione migliore, però, si trova nelle novelle e nel teatro: scrisse farse, come Il frate e La giostra, e sette commedie, databili tra il 1540 e il 1550 (La gelosia, La spiritata, La strega, La pinzochera, La Sibilla, I parentadi, L'arzigogolo), che obbedivano al suo gusto di rappresentare con linguaggio colorito e pettegolo alcune situazioni intricate. La raccolta di novelle intitolata Le Cene, cui lavorò con interruzioni per molti anni e che lasciò incompiuta, doveva comprendere trenta novelle distribuite in dieci giorni, o cene, ma a noi ne sono arrivate ventidue, rinvenute a distanza di due secoli. Benché il Lasca riproduca il modello dell'amato Boccaccio, cioè della brigata di donne e giovanotti radunati a narrare casi e beffe, le sue novelle sembrano derivare linfa vitale e immediatezza dalla tradizione orale della società fiorentina, e dal gusto che essa aveva nel descrivere fatti e macchiette, beffe d'amore e burle. Nel 1582-83 Grazzini fu tra i fondatori dell'Accademia della Crusca.
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