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Landolfi, Tommaso

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Tommaso LandolfiTommaso Landolfi

Landolfi, Tommaso (Pico, Frosinone 1908 - Roma 1979), narratore italiano che – dal Dialogo dei massimi sistemi (1937) ad A caso (1975) – ripercorse il mito romantico di una realtà tenebrosa e fantastica ricreata dal lucido potere razionale della letteratura. Attento a coltivare in tal senso anche il proprio mito biografico, Landolfi, poliglotta e profondo conoscitore della letteratura russa, riprendeva ossessioni e motivi propri di George Gordon Byron, E.T.A. Hoffmann, Edgar Allan Poe, Nikolaj Gogol', non senza colti richiami al simbolismo e al surrealismo. La sua prosa, d'una elaborazione stilistica che spesso cede al virtuosismo, al gioco verbale e, nel variare dei registri, al sontuoso eclettismo, è evidentemente debitrice verso Gabriele d'Annunzio. Dai romanzi e racconti, dove i prediletti temi sulfurei, spettrali e diabolici (La pietra lunare, 1938; Il mar delle blatte e altre storie, 1939; Le due zitelle, 1946; Racconto d'autunno, 1947) col tempo lasciano il posto a narrazioni via via sempre più minate dall’amaro e beffardo gusto di svelarne la finzione letteraria (Cancroregina, 1950; Racconti impossibili, 1966; Le labrene, 1974), alle dense pagine diaristico-metafisiche della Bière du pécheur (1953), Rien va (1963) e Des mois (1967), Landolfi conferma l'immagine di autore lontano da movimenti e gruppi, estraneo per pessimismo metafisico ai riti dell'industria editoriale, difficilmente riducibile in una formula. Poeta (Viola di morte, 1972; Il tradimento, 1977, premio Viareggio), critico letterario (Gogol a Roma, 1971), drammaturgo (Scene della vita di Cagliostro, 1963; Faust ’67, 1968), vinse nel 1975 il premio Strega con il già citato A caso.

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