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Risultati di Windows Live® Search Marin, Biagio (Grado, Gorizia 1891-1985), poeta italiano che utilizzò per tutti i suoi versi, a eccezione di Acquamarina (1973), il dialetto gradese. Per la sua origine modesta studiò spostandosi di frequente (Vienna, Firenze), laureandosi infine a Roma con Giovanni Gentile. A Firenze entrò in contatto con 'La Voce' e conobbe intellettuali come Carlo Michelstaedter e Scipio Slataper. Fu volontario nella Grande Guerra, al termine della quale insegnò e lavorò come bibliotecario. Numerose sono le sue raccolte di versi, a partire dalla prima, Fiuri de tapo (1912). Con Sénere colde (1953), El fogo del ponente 1958-59 (1959), Elegie istriane (1963), Pan de pura farina (1976), E anche el vento tase (1982), La vose della sera (1985) e altri titoli ancora, la ricerca espressiva di Marin segue un percorso di pulizia e purificazione alla ricerca di una sempre maggiore nitidezza. Le sue prose d'arte sono racchiuse in due volumi, L'isola d'oro (1934) e Gorizia (1940).
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