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Risultati di Windows Live® Search Papini, Giovanni (Firenze 1881-1956), poeta, narratore e saggista italiano. Intellettuale e organizzatore culturale, ben presto si appassionò alla lettura e alla scrittura, anche critica. Sin da ragazzo strinse amicizia con Giuseppe Prezzolini: insieme intrapresero innumerevoli iniziative culturali. Ultimata una formazione di carattere filosofico, fondò nel 1903 “Il Leonardo”, rivista che importò in Italia il pragmatismo americano. Intanto, come redattore del 'Regno' di Enrico Corradini, scrisse alcuni articoli allineati con le posizioni del nascente Partito nazionalista italiano. Le prime opere narrative furono i “racconti metafisici” di Tragico quotidiano (1906) e Il pilota cieco (1907), ma la sua opera più celebre è del 1912: Un uomo finito. Nel 1908 iniziò la collaborazione a “La Voce” di Prezzolini, e nel 1913 fondò con Ardengo Soffici “Lacerba”, rivista futurista cui lavorò fino al momento della rottura con Filippo Tommaso Marinetti. Negli anni della guerra stampò le Stroncature (1916), ma il libro di maggiore successo è quello legato alla sua clamorosa conversione religiosa (Storia di Cristo, 1921). A partire dal 1929 collaborò alla rivista cattolica 'Il Frontespizio', mentre continuava a incrementare la sua produzione critica e storico-letteraria. Alla fine degli anni Trenta Papini fu acceso sostenitore del fascismo e della guerra. Nonostante la paralisi progressiva che lo colpì nel 1952, non smise di lavorare; gli articoli apparsi sul “Corriere della Sera” sono raccolti in diversi volumi, tra cui Schegge (1971).
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