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Risultati di Windows Live® Search Pindemonte, Ippolito (Verona 1753-1828), poeta e narratore neoclassico italiano. Di nobili origini, esordì con la tragedia Ulisse (1778). Viaggiò alla volta dell'Italia meridionale e fu accolto in Arcadia. La sua fama di poeta neoclassico fu consolidata soprattutto dalle elegie pubblicate come Saggio di poesie campestri (1788), influenzate dall'esempio di Salomon Gessner, Thomas Gray e Aurelio De' Giorgi Bertola. Varcò i confini alpini nel 1788, diretto in Svizzera, Francia, Germania e Inghilterra, e lungo il tragitto frequentò sia scrittori italiani (Vittorio Alfieri) sia stranieri (André Chénier). Al ritorno si ritirò nella villa di Avesa, dove elaborò il romanzo autobiografico e allegorico Abaritte storia verissima (1790). L'importante Saggio di prose campestri è del 1795, e conferma la qualità della vena elegiaca di Pindemonte. Quando apprese che l'amico Ugo Foscolo stava scrivendo il carme I sepolcri, interruppe i suoi Cimiteri, e l'epistola che rivolse all'amico fu stampata assieme al capolavoro foscoliano nel 1807. Dal 1805 al 1819 lavorò alla traduzione in versi dell'Odissea di Omero, stampata nel 1822 e adottata per decenni nei licei italiani.
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