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Risultati di Windows Live® Search Este Cittadina del Veneto, in provincia di Padova; è situata al margine meridionale dei colli Euganei, sul Canale di Este, uno dei tanti canali derivati dal fiume Bacchiglione. L’origine è antichissima, come è attestato dal ricco corredo di reperti preistorici, risalenti all’età del Ferro (oggi raccolti nel Museo nazionale atestino); Este fu infatti tra i massimi centri della cosiddetta civiltà atestina. Fu poi Ateste, con un ruolo preminente prima con la popolazione italica degli Euganei e successivamente con i Veneti, vinti da Roma nel I secolo a.C. Nel 49 a.C. acquisì il titolo di città romana, e la sua importanza anche in tale epoca è testimoniata dai molti resti romani (due ponti, un acquedotto, case con preziosi mosaici). Este perse progressivamente di rilevanza, soprattutto per il prevalere della vicina Padova; le invasioni barbariche ne decretarono il crollo. Attorno al 1050 fu data in feudo dall’imperatore germanico ad Alberto Azzo II, che assumeva il titolo di marchese di Este; aveva così origine una delle più illustri casate italiane, quella appunto degli Este o Estensi. Questi però nel secolo successivo scelsero come propria residenza la città di Ferrara; Este fu dapprima facilmente assoggettata dal libero comune di Padova, poi per tutta la seconda metà del XIII secolo e l’intero XIV secolo fu teatro di contese durissime, in particolare tra gli Scaligeri e i Da Carrara o Carraresi. Nel 1405 entrò a far parte della Repubblica di Venezia, di cui condivise in seguito le sorti. A partire dal Cinquecento, si stabilirono a Este la ricca borghesia e la nobiltà veneziana (tra i casati più illustri, i Manin, i Rezzonico, i Mocenigo, i Contarini), e la città cambiò volto. I nuovi possidenti, come a Venezia e in altre località venete, costruirono palazzi e ville sontuose che esprimessero il proprio stato sociale. Un’elegante scenografia urbana sostituì quella d’impronta medievale; il Duomo fu ricostruito e furono edificate nuove chiese, in genere dedicate a Maria. Tre fiorenti manifatture di ceramiche costituirono, tra la seconda metà del Seicento e la prima metà del Settecento, ulteriore fonte di ricchezza e rinomanza. Tra gli edifici più significativi, per realizzare molti dei quali fu richiesto l’apporto di artisti celebri, si ricordano: il Castello, ricostruito nel 1339 dai Carraresi sulle rovine di quello originario, dovuto ad Alberto Azzo, che s’impone per la grandiosa cinta merlata, rafforzata da dodici torri; il trecentesco Palazzetto degli Scaligeri; la chiesa cinquecentesca di San Michele (realizzata da Vincenzo Scamozzi) e quella di Santa Maria delle Consolazioni, o degli Zoccoli; la secentesca chiesa della Beata Vergine della Salute; la Porta Vecchia o Torre Civica, in forme barocche; l'elegantissimo e già menzionato Duomo (1690-1708), con pala d’altare di Giambattista Tiepolo; il Palazzo dei Mocenigo, ora istituito in Museo di arte atestina; le tante ville, in genere con magnifici giardini (Cornaro, Kunkler, Contarini, Rezzonico, Albrizzi ecc.). Malgrado il grande patrimonio artistico, le principali risorse economiche poggiano sulla produzione e sul commercio di prodotti agricoli (cereali, uva, barbabietole da zucchero) e sulle relative attività di trasformazione; tuttavia il turismo d’arte sta assumendo crescente importanza. Abitanti (estensi): 16.868 (2007).
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