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Risultati di Windows Live® Search Centrosinistra Fase della storia politica della Repubblica italiana che ebbe inizio nei primi anni Sessanta, caratterizzata dalla collaborazione di governo tra la Democrazia cristiana (Dc) e il Partito socialista italiano (Psi). Duplice premessa di questa nuova fase furono da un lato l’ascesa di Aldo Moro alla segreteria della Dc nel 1959, dall’altro, nel congresso del Psi dello stesso anno, la vittoria degli autonomisti guidati da Pietro Nenni. Dopo la parentesi del governo presieduto dal democristiano Fernando Tambroni (marzo-luglio 1960), che cercò di spostare a destra l’asse governativo, i socialisti offrirono la loro astensione al governo monocolore presieduto da Amintore Fanfani (luglio 1960 - febbraio 1962) e diedero un appoggio parlamentare esterno al successivo ministero di coalizione dello stesso Fanfani, costituito nel 1962 e formato da Democrazia cristiana, Partito socialista democratico (Psdi) e Partito repubblicano (Pri), che può essere definito il primo governo di centrosinistra. A partire dal 1963 il Partito socialista (Psi) entrò direttamente a far parte dei governi organici di centrosinistra di cui fu presidente, dopo le elezioni del 1963, Aldo Moro. Dalla fine del 1963 al giugno del 1968 si susseguirono tre governi di centrosinistra, fondati su una coalizione governativa che comprendeva la Dc, il Psi, il Psdi e il Pri, e che, con fasi alterne e qualche interruzione, proseguì la sua esperienza, su basi più fragili, fino a metà degli anni Settanta. Con il centrosinistra furono realizzate alcune importanti riforme: la scuola media unica e il prolungamento dell'obbligo scolastico, la nazionalizzazione dell'energia elettrica, la programmazione economica, gli investimenti nel Sud attraverso la Cassa per il Mezzogiorno. Tuttavia i governi di centrosinistra incontrarono numerose difficoltà, sia a causa della crescente ostilità all'apertura a sinistra, sia a causa dei conflitti interni agli stessi partiti della coalizione, non tutti ugualmente solidali con il programma di riforme su cui essa era nata. Dopo la parentesi del governo di solidarietà nazionale del marzo 1978 - gennaio 1979, che vide l’appoggio parlamentare dei comunisti a un governo Dc di Giulio Andreotti, e dopo l’assassinio, per mano delle Brigate Rosse di Aldo Moro, il quale era stato fautore di una politica di apertura verso il Partito comunista italiano (nel momento in cui questo partito accentuava la sua posizione di autonomia da Mosca), negli anni Ottanta si ebbe una riedizione del centrosinistra con i due governi (agosto 1983 - marzo 1987) di Bettino Craxi, segretario di un Partito socialista in forte ascesa, e con i successivi governi detti di pentapartito. La profonda crisi politico-istituzionale dei primi anni Novanta ha visto come sbocco l’emergere di una nuova coalizione di centrosinistra, che ha raccolto, sotto l'insegna dell'Ulivo, il Pds, il Ppi, i Verdi, più altri partiti minori, e che si è presentata alle elezioni del marzo 1996 conquistando, con l'appoggio esterno di Rifondazione comunista, la maggioranza parlamentare. Ne sono nati il governo guidato da Romano Prodi e, con alcune varianti, dalla fine del 1998 il governo presieduto da Massimo D’Alema.
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