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Risultati di Windows Live® Search Censore Nella Roma antica, magistrato incaricato di censire la popolazione. La carica fu istituita verso la metà del V secolo a.C. per effetto della riforma centuriata, che si basava sulla suddivisione della cittadinanza in classi fondate sul censo. In origine solo patrizi, i censori venivano eletti nei comitia centuriata, e scelti tra gli ex consoli. Eletti ogni cinque anni in numero di due, tenevano la carica per diciotto mesi, il tempo necessario per portare a termine il censimento. Il momento della loro elezione era segnato dalla cerimonia della lustratio, la purificazione della città, da cui il termine lustrum (che designa un periodo di cinque anni). Il potere dei censori – comunque limitato dalla collegialità e dalla possibilità di procedere a condanne solo previa autorizzazione dei consoli – crebbe col tempo, nella misura in cui aumentavano i loro incarichi: revisione delle liste dei senatori (lectio senatus), cura dei costumi dei cittadini (cura morum), manutenzione degli edifici pubblici, controllo degli appalti. Decaduta alla fine della repubblica, la magistratura venne assunta più volte dagli imperatori, spesso in funzione antisenatoria.
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