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Regni ellenistici

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Regni dei diadochiRegni dei diadochi
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Introduzione

Regni ellenistici I regni in cui venne spartito l'impero di Alessandro Magno e che segnarono politicamente l'età ellenistica, periodo compreso tra il 323 a.C. (anno della morte di Alessandro) e il 31 a.C. (data della battaglia di Azio e della fine dell'indipendenza dell'ultimo di questi regni, l'Egitto).

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La spartizione dell'impero

In seguito alla contesa per il controllo dell'impero, che vide la contrapposizione dei diadochi, ovvero i successori di Alessandro, e che si concluse con la battaglia di Corupedio nella quale si fronteggiarono Seleuco e Lisimaco (281 a.C.), la frantumazione territoriale dei domini prese forma stabile con la formazione di tre grandi regni: la Macedonia, sotto i successori di Antigono Monoftalmo (dinastia antigonide); l'Asia Minore, la Mesopotamia e la Persia, sotto i discendenti di Seleuco (dinastia seleucide); l'Egitto, sotto i discendenti di Tolomeo I (dinastia tolemaica). Intorno alla metà del III secolo a.C. si aggiunse, nella Misia (Asia Minore), il regno di Pergamo (dinastia degli Attalidi), destinato a rivestire notevole importanza con il tempo, soprattutto per i suoi rapporti con Roma.

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Organizzazione politica

Il sistema politico su cui si reggevano queste monarchie era fortemente accentrato intorno alla figura del sovrano e della sua corte, pressoché divinizzati secondo il costume orientale. Sostenuto da potenti e ben strutturati eserciti professionali, era inoltre organizzato sulla base di un apparato burocratico che forniva funzionari direttamente responsabili di fronte al monarca. Il rifiorire delle attività artigianali e dei commerci, oltre a un notevole incremento demografico, condusse i regni ellenistici a un benessere economico senza precedenti, tenuto saldamente in mano dalle ricche borghesie urbane. Le grandi città del Mediterraneo (Alessandria, Pergamo, Antiochia, Laodicea) divennero importanti centri di produzione e di commercio, oltre che di cultura; il loro straordinario sviluppo urbanistico e architettonico venne concepito con precisi intenti politici e propagandistici.

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