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    Il Regno Lombardo-Veneto fu uno Stato dipendente dall’ Impero Austriaco, concepito dal cancelliere Klemens von Metternich all’inizio della Restaurazione seguita allo sfacelo ...

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Regno Lombardo-Veneto

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Maresciallo Johann Joseph RadetzkyMaresciallo Johann Joseph Radetzky
Struttura articolo
1

Introduzione

Regno Lombardo-Veneto Organismo statale previsto dal congresso di Vienna (1814-15) nell'ambito della complessiva revisione dell'assetto europeo dopo gli sconvolgimenti dell'età napoleonica e formalmente istituito con atto imperiale il 7 aprile 1815.

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La dominazione austriaca

Il nuovo regno, comprendente i territori dei Ducati di Milano e di Mantova, le province di Bormio e Chiavenna, la Valtellina, il Veneto, nonché alcune zone già appartenenti allo Stato Pontificio e al Ducato di Parma, era la pedina più importante dell'egemonia austriaca in Italia. Il potere effettivo fu nelle mani dei due governatori, di Milano e di Venezia, posti alle dipendenze dei funzionari di Vienna, mentre il ruolo del viceré – assegnato all'arciduca Ranieri, fratello dell'imperatore austriaco Francesco I – risultò poco più che onorifico. Operava anche un'embrionale forma di rappresentanza locale con deputati di nomina imperiale, ma dai compiti puramente consultivi.

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Il movimento liberale

L'Austria favorì comunque lo sviluppo del Regno attuando provvedimenti illuminati, che svilupparono la produzione agricola e migliorarono il sistema scolastico. Esercitò altresì una severa opera di censura sui libri e sui giornali, che si intensificò dopo la scoperta di attività carbonare: la chiusura del periodico 'Il Conciliatore' (1819), che aveva raccolto gli uomini di punta del pensiero romantico e liberale, segnò l'inizio di una dura repressione poliziesca culminata nei processi a Silvio Pellico, Federico Confalonieri, Piero Maroncelli. Tutti gli inquisiti per cospirazione furono poi condonati nel 1835, al momento in cui salì al trono austriaco il nuovo imperatore, Ferdinando I.

Nel clima di relativa tranquillità politica che si avvertì alla metà degli anni Trenta fu fondato a Milano un nuovo giornale, la 'Rivista europea', che riprendeva le tradizioni lombarde del giornalismo d'opinione: nel 1845 si fuse con il celebre periodico di Carlo Cattaneo, 'Il Politecnico', erede dell'Illuminismo e faro della cultura laica e liberale diffusa in Lombardia. Trionfò in quel periodo il melodramma: a Milano, la prima rappresentazione alla Scala nel 1842 dell'opera di Giuseppe Verdi Nabucodonosor (più nota come Nabucco) lanciava al grande pubblico un inno patriottico nel celebre coro, nel quale era trasparente la metafora che associava la sofferenza degli ebrei a quella coeva degli italiani sotto dominazione straniera.

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Lo sviluppo industriale

Il governo austriaco non frenò le iniziative di sviluppo economico che ebbero particolare impulso nel terzo e quarto decennio del secolo mettendo a frutto le attitudini imprenditoriali, sia in campo agricolo che in quello manifatturiero, particolarmente attive a Milano e in Lombardia. Si studiarono progetti per nuovi insediamenti industriali e per la costruzione delle ferrovie: la Milano-Monza, inaugurata nel 1840, realizzò il primo tratto della futura Milano-Venezia. L'industria della seta compì un balzo in avanti, giungendo a raddoppiare la produzione tra il 1815 e il 1853 e conquistando il primo posto tra gli stati italiani. Al boom dell'industria serica è collegato l'avvio del processo di industrializzazione dell'area lombarda.

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