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Risultati di Windows Live® Search Partito d’azione (1942-1947) Partito politico antifascista fondato nel 1942 a opera di gruppi repubblicani e liberalsocialisti. Il nome riprendeva quello del Partito d’azione di Giuseppe Mazzini (1853). Tra i suoi fondatori vi erano numerosi militanti di Giustizia e Libertà (1929-1940), movimento ispirato alla tradizione del socialismo liberale di Carlo Rosselli e della rivoluzione liberale di Piero Gobetti, come Ferruccio Parri, Ugo La Malfa, Emilio Lussu, Riccardo Lombardi. Organo del Partito d’azione era il periodico “Italia libera”, pubblicato, dapprima clandestinamente, a partire dal 1943. “Cospicuo e secondo solo a quello dei comunisti”, come riconobbe lo storico Ernesto Ragionieri, fu il contributo degli “azionisti” alla guerra di liberazione (vedi Resistenza italiana), alla quale parteciparono nelle formazioni di Giustizia e Libertà comandate da Ferruccio Parri. Nel 1944 il Partito d’azione mantenne ferma la pregiudiziale antimonarchica e fu quindi critico nei confronti del Partito comunista italiano, che con la “svolta di Salerno” voluta da Palmiro Togliatti aveva rinviato a guerra finita la questione “monarchia o repubblica”; dal canto loro i comunisti rimproveravano agli “azionisti” di essere un parito di soli intellettuali, incapaci di superare una concezione della politica come atteggiamento morale. La scarsa omogeneità del partito, diviso nelle due componenti fondamentali, socialista e democratico liberale, fu, insieme alla fine della parentesi del governo Parri nel 1945 e all’insuccesso elettorale del 1946, la causa della rapida sparizione del Partito d’azione. Tra i dirigenti, Lombardi e Lussu confluirono nel Partito socialista italiano (PSI), mentre La Malfa si unì al Partito repubblicano (PRI).
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