Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Ducato di Parma e Piacenza

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Ducato di Parma e Piacenza

Articolo
Multimedia
Alessandro FarneseAlessandro Farnese
Struttura articolo
1

Introduzione

Ducato di Parma e Piacenza Organismo politico nato per volontà di papa Paolo III, il quale, con la bolla del 26 agosto 1545, eresse a ducato le città di Parma e Piacenza (1545-1860), affidandolo al figlio naturale Pier Luigi Farnese e alla sua discendenza maschile. L’evento concludeva un periodo in cui le due città erano state oggetto di contesa tra gli Sforza di Milano, l’imperatore e il papa.

2

Il periodo dei Farnese

La nuova formazione statale ebbe un’impronta tipicamente rinascimentale, visibile nell’impulso dato dai Farnese alle arti, ma soprattutto negli equilibri politici sui quali si resse, derivanti dai rapporti tra papa e imperatore. Nel XVI secolo il ducato avvertì gli effetti tanto dei cicli di concordia quanto di quelli di discordia tra le due autorità che ne garantivano la sopravvivenza.

Il principato di Ottavio, successore di Pier Luigi, attraversò nell’arco di quarant’anni momenti gravemente conflittuali e, per un certo periodo, il duca perse il controllo della città di Piacenza. Il successore, Alessandro, nipote di Carlo V, strinse legami con la Spagna, al cui servizio mise le sue capacità politiche e militari.

Nel XVII secolo Odoardo Farnese (1612-1646) tentò di realizzare una politica espansionistica, stipulando un’alleanza con la Francia e intervenendo nella guerra dei Trent’anni, nel corso della quale aprì un fronte italiano nella contesa per il ducato di Castro, ribelle alla Chiesa.

All’inizio del Settecento la decadenza della dinastia culminò nell’estinzione della linea maschile, che avvenne con Antonio Farnese (1731). Alla sua morte truppe imperiali presero possesso del ducato, che il trattato di Vienna (1738), stipulato a conclusione della guerra di successione polacca, assegnò all’Austria.

3

Il periodo borbonico

Il tentativo messo in atto già da tempo dalla principessa Elisabetta Farnese, moglie del re Filippo V di Spagna, di garantire la successione al figlio ebbe successo nel 1748, quando la pace di Aquisgrana attribuì il ducato a Filippo di Borbone. Sotto Filippo il ducato fu al centro della politica di riforme, interpretata dal francese Guillaume Du Tillot, il ministro che esercitò una forte azione di contenimento dei privilegi della Chiesa, culminata nell’espulsione dei gesuiti: tale decisione (1768) imitava l’analoga scelta già presa dal Portogallo, dalla Spagna, dal Regno di Napoli e dalla Francia. Poco dopo, il licenziamento del ministro voluto dalla moglie del duca di Parma Ferdinando di Borbone, la principessa austriaca Maria Amalia d’Asburgo-Lorena, interruppe la stagione del rinnovamento.

Dopo il periodo napoleonico il ducato fu affidato a Maria Luisa d’Asburgo, moglie di Napoleone e già imperatrice di Francia. Alla sua morte, nel 1847, passò di nuovo ai Borbone, che lo ressero fino a che i plebisciti dell’11 marzo 1860 non ne sancirono l’unione al Regno di Sardegna.

Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft