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By-pass Tecnica chirurgica con cui si realizza una deviazione del flusso circolatorio da un vaso sanguigno che, a causa di ostruzioni (presenza di trombi o di placche arteriosclerotiche) o di lesioni, non permette il normale deflusso del sangue. Tale tecnica, propria della chirurgia vascolare, può anche essere applicata per realizzare deviazioni del tubo digerente (il tipo di by-pass più frequentemente realizzato è il by-pass ileale, o digiuno-ileale).
Un tipo di by-pass che recentemente ha trovato larga applicazione è quello coronarico, realizzato a livello delle arterie coronarie che irrorano il tessuto cardiaco. Nel corso dell’intervento di by-pass, un tratto di coronaria ostruita, generalmente in seguito ad arteriosclerosi, viene escluso dalla circolazione, mentre i tratti sani, a monte e a valle dell'ostruzione, vengono collegati fra loro. Per creare il collegamento, vengono solitamente impiegati vasi artificiali, realizzati con teflon o altri materiali di sintesi. Durante gli interventi di by-pass coronarico, il cuore viene isolato e il suo metabolismo rallentato mediante l’abbassamento della sua temperatura (ipotermia provocata o indotta); la circolazione sanguigna viene mantenuta grazie a un apparecchio extracorporeo. Altri tipi di by-pass attualmente divenuti piuttosto comuni sono quello carotideo-femoropopliteo (fra l'arteria femorale e la poplitea) e quello aorto-iliaco (con cui si crea un collegamento fra l'aorta e l'arteria iliaca).
Il bypass ileale o digiuno-ileale è una procedura chirurgica nel corso della quale il tratto di intestino denominato digiuno, viene collegato alla porzione terminale dell'ileo, superando, dunque, un lungo tratto di quest'ultimo (in particolare, i primi 40 cm circa di digiuno vengono collegati agli ultimi 10 cm di ileo, escludendo così tutto il tratto intermedio dai processi di assorbimento). Gli alimenti ingeriti, grazie a tale intervento, percorrono un tratto di intestino tenue molto più breve del normale e quindi il loro assorbimento risulta drasticamente ridotto. Questo intervento chirurgico, non esente da rischi, viene effettuato su pazienti gravemente obesi che abbiano un sovrappeso di almeno 50 kg, nei quali si ottiene, nell'arco di 18-24 mesi, una riduzione del 50% del sovrappeso.
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