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Pacemaker In medicina, strumento con il quale è possibile ristabilire il ritmo dell'attività di contrazione del cuore, nelle condizioni patologiche che determinano il blocco di tale funzione. In condizioni fisiologiche, nel cuore la funzione di stimolazione della contrazione è svolta da un gruppo di cellule specializzate che formano il cosiddetto nodo senoatriale. Tali cellule, o fibre del Purkinje, sono fibrocellule miocardiche modificate a livello delle quali si originano gli impulsi che innescano le contrazioni ritmiche del muscolo cardiaco. Il nodo senoatriale, per la sua funzione, viene anche indicato come pacemaker naturale.
Il pacemaker artificiale è un apparecchio elettrico, funzionante a pile a lunga durata, capace di generare scariche elettriche ritmiche. In base alle condizioni del paziente e all’urgenza che rende necessario l’utilizzo di questo strumento, si può ricorrere a pacemaker esterni, o temporanei, oppure a pacemaker interni. Nel primo caso si utilizza un elettrostimolatore posto all’esterno del corpo del paziente, e collegato al cuore mediante un catetere (un sottile tubo) che, attraverso una vena del braccio, raggiunge l’apice del ventricolo destro. Nel secondo caso, si impianta un pacemaker alla sommità del ventricolo destro, mediante un intervento effettuato in anestesia locale. Le pile più utilizzate per i pacemaker sono quelle al litio, che permettono un funzionamento dello strumento per circa 5 anni. L’impianto di pacemaker richiede alcuni controlli periodici del paziente, allo scopo di valutare la funzionalità del cuore. Una riduzione del battito, misurato mediante il controllo del polso, può rappresentare il segnale del consumo delle pile.
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