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Redi, Francesco

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Introduzione

Redi, Francesco (Arezzo 1626 - Pisa 1697), medico e letterato italiano. Figlio di un medico molto conosciuto, il giovane Francesco Redi seguì le orme del padre e, dopo avere frequentato scuole gesuitiche, nel 1647 si laureò in medicina a Pisa. Compì alcuni viaggi nelle principali città italiane, tra cui Roma, Napoli, Padova, nelle quali ebbe modo di approfondire le sue competenze mediche e la sua formazione umanistica; quindi, si stabilì a Firenze, dove iniziò a esercitare la professione e si affermò fino al punto da essere investito della carica di protomedico da parte di Ferdinando II e, successivamente, Cosimo III. Insieme ad altri studiosi del tempo, si fece promotore nel 1657 della fondazione dell’Accademia del Cimento, centro nel quale venne mantenuta viva l’eredità di Galileo, scomparso pochi anni prima. Francesco Redi morì nel 1697 a Pisa.

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Redi medico e letterato

La concezione medica di Francesco Redi rivalutava alcuni insegnamenti ippocratici, e si basava sull’importanza della prevenzione e su principi terapeutici semplici; le principali prescrizioni comportavano particolari regimi alimentari e la somministrazione di sostanze purgative, allo scopo di “purificare” il corpo da quello che si riteneva essere l’agente patologico. Francesco Redi compì nel campo della medicina, insieme con altri due scienziati del tempo, quella che è forse la scoperta più notevole del XVII secolo: determinò che la causa della scabbia nell’uomo era rappresentata da minuscoli organismi (gli acari) che si annidavano sotto la cute e, in tal modo, spostò l’attenzione del medico dalla cura dei sintomi nell’individuo malato al trattamento dell’agente causale della malattia. Pubblicò le sue considerazioni nel 1687 nell’opera Osservazioni intorno a’ pellicelli del corpo umano.

Francesco Redi fu anche un raffinato cultore della letteratura e della poesia. La sua formazione umanistica gli permise di entrare, nel 1655, nell’Accademia della Crusca, in qualità di arciconsolo, e di collaborare, nel 1691, alla stesura del Vocabolario. Nel 1685 scrisse, tra l’altro, un’opera di poesia, Bacco in Toscana, che ottenne grande successo.

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L’esperimento sulla generazione spontanea

Il nome di Francesco Redi è legato soprattutto ai suoi studi nel campo della biologia e, in particolare, alla dimostrazione della falsità della teoria della generazione spontanea. Egli compì un esperimento che risultò importante, oltre che per le sue conclusioni, anche per il metodo con cui fu condotto, che teneva conto della necessità di un confronto tra i campioni sperimentali e i campioni “di controllo”: prese otto contenitori in vetro contenenti pezzetti di carne e ne chiuse quattro (quelli “di controllo”), mentre lasciò gli altri aperti. Dotò i primi quattro barattoli di una sottile chiusura in garza, in modo che l’aria potesse comunque penetrare. Dopo alcuni giorni, sulla carne dei primi quattro barattoli, divenuta putrida, non si erano formate larve o altre forme di vita, mentre negli altri contenitori la carne risultava popolata da insetti e larve. Le sue conclusioni furono pubblicate nel 1668, nell’opera Esperienze intorno alla generazione spontanea degl’insetti.

Altre opere in campo biologico del medico aretino furono: Osservazioni intorno alle vipere, del 1664, in cui diede un importante contributo alla conoscenza della formazione del veleno di questi rettili e alla sua azione tossica sull’uomo; Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi, del 1684, opera di parassitologia.

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