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Raï

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Musica raï, AlgeriaMusica raï, Algeria

Raï (Dall'arabo ra'i, 'opinione'), genere musicale originario dei paesi del Maghreb. Fiorito presso le popolazioni maghrebine intorno agli anni Venti del XX secolo, il raï deriva dall'incontro di canti di matrice beduina con una meno tradizionale forma di musica leggera destinata agli spettacoli di cabaret.

Si tratta di musica shabi, ovvero popolare, non classica e non religiosa, generalmente interpretata da donne; i testi delle canzoni trattano d’amore e di passione, non senza una certa audacia. Negli anni Cinquanta, in coincidenza con il fenomeno dell'emigrazione dalle colonie francesi, il raï iniziò a diffondersi in Occidente, in particolar modo grazie alla voce della “regina del raï”, Cheikha Remitti. Iniziò da allora a circolare il termine 'pop-raï', nome che definisce oggi il genere.

Padre fondatore del pop-raï viene unanimemente considerato Bellemou Messaoud, trombettista, autore e direttore d'orchestra (in Italia viene ricordato per aver tenuto a Milano, nel 1994, un importante concerto grazie al quale il genere è stato introdotto nel nostro paese). Una nuova ondata del pop-raï, di matrice algerina, vide la luce alla fine degli anni Settanta grazie ad artisti come Cheb Khaled e Chaba Fadela. Il raï di Khaled parla alle nuove generazioni, ai ragazzi algerini nati in Francia, figli della prima ondata di immigrazione, e difende la figura e il ruolo della donna, estremamente penalizzata dalla restrittiva lettura del Corano che i fondamentalisti cercano di imporre con le armi. Le ritmiche morbide e sensuali della musica mediterranea si mescolano a ritmi che attingono al patrimonio rock e reggae.

Per timore che questa musica danneggi la rivendicata unità dei popoli islamici, il raï viene duramente attaccato dagli integralisti religiosi, che non hanno esitato a uccidere, ad esempio, il produttore Rachid Baba e i cantanti Cheb Hasni e Matoub Lounès. Lo stesso Khaled ha dovuto abbandonare il proprio paese per sfuggire alla repressione. Il raï oggi gode di grande successo: le canzoni e le musiche appartenenti a questo genere musicale diffondono in tutto il mondo la vitalità e il desiderio di libertà delle popolazioni oppresse dai fondamentalisti, costituendo una potente forma di lotta contro ogni forma di totalitarismo o di razzismo (nel 1997 Khaled ha tenuto un importante concerto contro l'ondata xenofoba alimentata in Francia dai neofascisti francesi di Jean-Marie Le Pen).

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