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Donatoni, Franco

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Donatoni, Franco (Verona 1927 – Milano 2000), compositore italiano. Dopo gli studi a Milano e a Bologna, fu allievo di Ildebrando Pizzetti, frequentò Bruno Maderna e seguì i corsi estivi di composizione a Darmstadt. Insegnò in molti conservatori italiani, all’Accademia Chigiana di Siena e all’Università di Bologna.

Donatoni esordì come compositore seguendo le idee di Béla Bartók e di Igor Stravinskij, per accostarsi in seguito agli sviluppi della dodecafonia di Pierre Boulez e Karlheinz Stockhausen: ne sono esempi For Grilly per sette strumenti (1960) e Puppenspiel I per orchestra (1961). Negli anni Sessanta, ispirato dalla musica di John Cage, maturò una poetica basata sull’abbandono della composizione come attività volta a dare una forma al materiale musicale e sul ridimensionamento della figura del compositore. Fece uso di tecniche indeterministiche in Per orchestra (1962) e aleatorie in Black and White per archi (1964). Successivamente applicò metodi di scrittura e riscrittura automatica di altre opere in Souvenir e Etwas Ruhiger per strumenti (1967): in questi lavori, riscrisse e trasformò frammenti di Stockhausen e di Arnold Schönberg.

Senza mai abbandonare quella scrittura trasformativa e modificatoria che fu il carattere decisivo della sua produzione, negli ultimi vent’anni Donatoni iniziò a contaminare le sue sperimentazioni con forme e principi della tradizione, come provano la variazione in Diario 76 per ottoni (1976) e la tonalità in Ash per otto strumenti (1976). Tra le opere vocali ricordiamo L’ultima sera e Abyss, per voce e strumenti (1981 e 1983).

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