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Repubblica di Venezia Formazione statale di durata millenaria, che al momento della sua massima espansione controllava il Veneto, il Friuli, le province orientali della Lombardia, l’Istria, le coste della Dalmazia, diverse isole dell’Egeo e del Mediterraneo orientale, e deteneva il primato commerciale negli scambi tra Europa e Asia.
Le origini della Repubblica di Venezia, detta anche “la Serenissima”, risalgono al periodo dell’invasione longobarda (568 d.C.) e alla successiva dominazione dei bizantini, che istituirono la carica di doge, capo dell’amministrazione civile delle isole maggiori della laguna. Non appena acquisita l’autonomia da Bisanzio (VIII secolo), Venezia dovette fronteggiare la minaccia delle continue scorrerie dei pirati saraceni e degli slavi. Con una serie di fortunate spedizioni militari i veneziani riuscirono a stabilirsi sulle coste istriane e dalmate, in particolare a Zara. Fu l’inizio di una spinta espansionistica che assunse dimensioni ben più ampie dopo l’anno Mille, allorché i mercanti veneziani ottennero dagli imperatori bizantini importanti privilegi commerciali.
Nel corso del XIII secolo Venezia si affermò e si consolidò come autentica dominatrice commerciale sulle rotte del Mediterraneo e negli scambi con l’Oriente. Il segno della sua forza si rese palese nel corso della quarta crociata (1202-1204), che per l’abilità del doge Enrico Dandolo fu deviata dall’obiettivo originario, Gerusalemme, e rivolta contro Costantinopoli. Venezia conseguì il possesso di tutte le isole e delle località marittime commercialmente più importanti dell’impero bizantino. Con la creazione di una rete di porti che le garantivano appoggio nel commercio con il Levante e con il controllo di Corfù (1207) e Creta (1209), basi navali poste di fronte al mondo islamico, Venezia organizzò il suo “stato di mare”. Ciò provocò l’ostilità di genovesi e pisani: in vari scontri navali le tre Repubbliche marinare si contesero il controllo dei traffici con Bisanzio. Successivamente Venezia si rivolse alla Siria e all’Egitto, punti terminali dei flussi mercantili che provenivano dall’interno dell’Africa, dall’India e dall’Estremo Oriente. I mercanti veneziani operarono anche nell’Europa settentrionale, dove aprirono filiali delle loro imprese nei centri economici più vitali, come Bruges, Anversa e Southampton.
Il Quattrocento rappresentò il secolo della massima potenza della Repubblica. Con la conquista di Cefalonia (1413) e di Cipro (1490) fu rilanciato il commercio veneziano nell’Adriatico e nel Levante. Nella prima metà del secolo, anche per effetto della minaccia portata dagli ottomani sul mare, Venezia avviò l’espansione nella terraferma, con l’acquisizione definitiva della Dalmazia, del Friuli, del Veneto e nel 1433 della Lombardia orientale (Bergamo e Brescia). Nella seconda metà del secolo si impossessò del Polesine e di alcuni porti delle Puglie. Nel 1498 la Repubblica di San Marco strinse un accordo con il re di Francia Carlo VIII che le assicurava Cremona e la regione della Ghiara d’Adda in cambio dell’appoggio alla spedizione francese per la conquista del Regno di Napoli.
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