Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Radio televisione italiana, scelti dalla redazione di Encarta Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Radio televisione italiana |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Radio televisione italiana o RAI Società con capitale appartenente in maggioranza assoluta all’IRI, alla quale lo stato ha affidato in monopolio e in concessione la gestione dei servizi di trasmissione di radio, televisione e filodiffusione. La prima trasmissione radiofonica italiana ebbe luogo il 6 ottobre del 1924 dall’auditorio di via Maria Cristina 5 a Roma. Nel dicembre dello stesso anno lo stato assegnò la prima concessione dei servizi radio, per la durata di sei anni, all’URI, Unione radiofonica italiana. La grande diffusione del mezzo radiofonico indusse il governo di Benito Mussolini a stipulare, nel 1927, un nuovo contratto di concessione a favore dell’EIAR, Ente italiano audizioni radiofoniche. Fondata nel 1944 come Radio Audizioni Italia, la RAI ottenne una nuova concessione con durata ventennale, comprendente anche il monopolio delle trasmissioni televisive, iniziate nel 1954, e di filodiffusione, iniziate nel 1958. Il servizio televisivo regolare, sperimentato dal 1952, ebbe inizio da Torino il 3 gennaio 1954. Le trasmissioni del secondo canale ebbero inizio ufficialmente il 4 novembre 1961. Le entrate della RAI sono costituite dal canone di abbonamento e dalle entrate pubblicitarie, ricavate tramite la concessionaria SIPRA. In base a una riforma del 1993, il consiglio di amministrazione dell’azienda, composto da cinque membri, viene nominato dai presidenti della Camera e del Senato (vedi Parlamento) e a sua volta nomina il direttore generale. Nel 1996 la RAI ha ottenuto il rinnovo della concessione ventennale di servizio pubblico per la trasmissione di programmi radiotelevisivi sull’intero territorio nazionale. Alcune sentenze della Corte Costituzionale, emesse nel corso degli anni Settanta, decretarono la fine del monopolio della RAI dapprima in campo radiofonico e poi anche in campo televisivo. Inizialmente fu consentita alle radio private, operanti su base locale, la trasmissione in modulazione di frequenza e furono riservati alcuni canali alle televisioni private locali. La limitazione relativa alla possibilità di trasmettere solo in ambito locale fu aggirata dai gestori di radio private attraverso accordi che portarono alla creazione di gruppi di emittenti, o network, in grado di coprire l’intero territorio nazionale. Analogamente, anche le televisioni private costituirono dei network capaci di trasmettere su tutto il territorio nazionale, attraverso una rete di ripetitori, o tramite satellite. Gli straordinari sviluppi nel settore delle radiotelecomunicazioni hanno reso opportuna una legge che riordini l’intero settore. In questo ambito si parla anche della possibile fine del monopolio televisivo (di fatto un duopolio tra RAI e Mediaset) e della possibilità di privatizzare la RAI. Oggi la RAI è presente sul mercato radiotelevisivo con tre canali televisivi, tre canali radio, un canale teletext (Televideo), cinque canali di filodiffusione e sei canali digitali via satellite (RAISAT; vedi Televisione via satellite). Si occupa inoltre di editoria attraverso la società Nuova ERI, di produzione discografica con Nuova Fonit Cetra, e di telecomunicazioni via satellite con Telespazio. Vedi anche Radio; Televisione.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |