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Scuola dell’obbligo

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Scolari, Isole Vergini BritannicheScolari, Isole Vergini Britanniche
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Introduzione

Scuola dell’obbligo Corso di studi che, fino a un certo limite di età, fornisce ai cittadini un’educazione formalizzata e riconosciuta dallo Stato.

In Italia questo diritto è sancito dall’articolo 34 della Costituzione, secondo il quale l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita, e dall’articolo 3, che stabilisce che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

L’introduzione dell’istruzione obbligatoria costituì un tentativo di ridurre analfabetismo e sfruttamento minorile e di stabilire pari condizioni di partenza per tutti i cittadini. Sul piano storico ha permesso inoltre di diffondere su tutto il territorio la lingua nazionale (Dialetti italiani).

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Cenni storici

Le istanze di obbligatorietà e gratuità della scuola elementare, già affermate dalla legge Cibrario del 1854 e dalla legge Lanza del 1857, furono accolte dalla legge Casati nel 1859. Questa legge rimase tuttavia inapplicata in molte parti del regno e dovette essere ribadita nel 1877 con la legge Coppino, che stabiliva l’obbligo scolastico dai sei ai nove anni. Nel 1904 la legge Orlando elevò il limite di età ai dodici anni. Il definitivo innalzamento a quattordici anni fu stabilito dalla riforma Gentile.

Nel 1930 la Carta della Scuola sanciva la costituzione di due tipi di scuola dopo le elementari: la scuola media, che consentiva l’accesso a qualsiasi istituto superiore, e la scuola di avviamento professionale, che permetteva l’apprendimento di un mestiere e comunque preparava alla frequenza di un istituto professionale. Nel 1962 fu creata la “scuola media unica”, che confermava l’obbligatorietà della frequenza fino a quattordici anni o fino a che fosse conseguita la licenza media, e aboliva l’avviamento professionale.

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Organizzazione

L’organizzazione della scuola elementare è praticamente identica in tutta Europa, sia sotto il profilo dell’articolazione in classi, sia per quanto riguarda gli obiettivi didattici, che riguardano l’apprendimento delle abilità primarie (lettura, scrittura, calcolo) e di un bagaglio di nozioni relative alla lingua e alla letteratura, all’arte e alla musica, alla religione, alla storia, alla geografia ecc. La scuola elementare è quella che risente ovunque di un più stretto e frequente controllo da parte dello Stato.

In Italia dal 1990-91 è entrata in vigore una riforma che, oltre a prevedere una riorganizzazione dell’orario, delle classi e del lavoro degli insegnanti (che viene articolato su due o più classi), introduce lo studio delle lingue straniere.

La scuola media costituisce un approfondimento e un ampliamento delle acquisizioni della scuola elementare. Materie fondamentali sono la lingua italiana, la storia, la geografia, la matematica, le scienze naturali, una lingua straniera, le discipline tecniche e l’educazione fisica.

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Estensione dell’obbligo e riforma dei cicli scolastici

Sino al 1999 l’obbligo scolastico prevedeva la frequenza di cinque anni di scuola elementare e tre di scuola media inferiore (scuola secondaria di I grado), conosciuta anche come “scuola media unica”. Coloro che, al compimento del quindicesimo anno di età, non avevano ancora conseguito la licenza media erano esentati dall’obbligo, purché avessero frequentato la scuola per almeno otto anni.

Con la legge n. 9 del 1999 l’obbligo di istruzione è stato elevato da otto a dieci anni con la precisazione che, durante la fase di introduzione e attuazione dei nuovi cicli scolastici, l’obbligo scolastico avrà durata novennale. Tale legge prevede inoltre l’introduzione dell’obbligo di istruzione e formazione fino al diciottesimo anno di età, a conclusione del quale tutti i giovani possono acquisire un diploma di scuola secondaria superiore o una qualifica professionale.

La legge quadro n. 30 del 2000 – bloccata, con la Nota del 4 luglio 2001, dal nuovo governo eletto il 13 maggio 2001 – aveva introdotto la riforma dei cicli scolastici, la cui attuazione era prevista a partire dall’anno scolastico 2001-2002. Tra le novità principali della riforma c’è l’istituzione di due cicli scolastici, un ciclo primario di base della durata di sette anni e uno secondario della durata di cinque. Il ciclo secondario sarà composto da un biennio obbligatorio uguale per tutti, dopo il quale lo studente potrà decidere se frequentare il triennio di studio che porta al conseguimento del diploma di scuola secondaria superiore oppure il triennio di formazione e apprendistato che permette di acquisire una qualifica professionale. Se la riforma verrà applicata, la scuola elementare e la scuola media verranno progressivamente sostituite dal ciclo primario di base e gli studenti sosterranno l’esame di Stato un anno prima.

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