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Risultati di Windows Live® Search Accademia nazionale dei Lincei, Roma Accademia fondata nel 1603 a Roma dal naturalista Federico Cesi (1585-1630) con l’obiettivo di rinnovare il sapere scientifico applicando il metodo induttivo-sperimentale galileiano e moderni strumenti d’osservazione come telescopio e microscopio, così da indagare con occhio acuto come quello della lince (da cui il nome). Dopo qualche difficoltà iniziale, nel 1605 l’accademia prese slancio e accolse tra i suoi soci personalità del calibro di Giambattista Della Porta (iscritto all’Albo Linceo nel 1610) e Galileo Galilei (1611), del quale pubblicò, nel 1613, la Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari. Alla morte di Federico Cesi, nel 1630, entrò in una lunga crisi e nel 1651 cessò ogni attività. I Lincei ebbero un’effimera rinascita a Rimini tra il 1745 e il 1755, a opera del medico naturalista Giovanni Paolo Simon Bianchi (1693-1775), il quale stabilì che dovesse occuparsi principalmente di botanica, fisica, matematica e medicina. Ricostituitasi nel 1801 come Nuovi Lincei, l’accademia venne nuovamente chiusa nel 1842, per riaprire, con il nome di Pontificia accademia dei Nuovi Lincei, nel 1847. Dopo il 1870 si sdoppiò in Pontificia accademia delle scienze dei Nuovi Lincei e Reale accademia nazionale dei Lincei, aggiungendo ai tradizionali settori d’interesse, o classi (le scienze matematiche, fisiche, naturali), le scienze morali, storiche, filologiche, le lettere e le arti. Commissariata nel 1933 e confluita, nel 1939, nell’Accademia d’Italia, si ricostituì dopo il 1944, operando con continuità dalla sua sede in Roma, a Palazzo Corsini. Dal 1848 ospita una biblioteca che accoglie, dal 1883, il nucleo della raccolta donata ai Lincei da Tommaso Corsini (1835-1919), comprendente in origine la preziosa collezione di disegni e stampe messa insieme dal cardinale Neri Corsini (1685-1770) e diventata poi il nucleo del Gabinetto nazionale delle stampe e dei disegni di Roma. All’accademia furono annessi anche la Fondazione Antonio Feltrinelli e la Fondazione Volta.
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