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Risultati di Windows Live® Search Centro sperimentale di cinematografia, RomaArticolo
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Introduzione; La funzione educativa e propagandistica; Il cinema; Il “centro” del cinema italiano; La Cineteca Italiana e la Biblioteca “Luigi Chiarini”
Centro sperimentale di cinematografia, Roma Ente fondato a Roma nel 1935 con lo scopo di preparare professionalmente registi, attori, operatori, scenografi, costumisti, montatori, sceneggiatori e altri tecnici cinematografici. Come altre istituzioni italiane, il Centro sperimentale di cinematografia nacque e si sviluppò in epoca fascista e fu poi recuperato con trasformazioni e nuove funzioni nell’Italia repubblicana. In seguito alla trasformazione da ente pubblico a fondazione, avvenuta nel 1997, il Centro sperimentale di cinematografia assunse la denominazione di Scuola nazionale di cinema; nel 2004, con la modifica del decreto legislativo n. 426/97, la fondazione ha ripreso il nome di Centro sperimentale di cinematografia.
Nei primi anni Venti la cultura era circoscritta all’arte figurativa classica, e il cinema era perciò relegato nell’ambito dello spettacolo ricreativo. La prima guerra mondiale modificò la situazione: le nazioni belligeranti ravvisarono nel cinema uno strumento efficace di propaganda e ne venne esaltata la funzione sociale, politica, educativa. Nacquero strutture di produzione e diffusione di film didattici e formativi a cura di organismi pubblici, come il Sindacato istruzione cinematografica, poi diventato L’Unione Cinematografica Educativa (Istituto Luce). L’esigenza di una scuola di cinema era avvertita fin dai tempi del muto: piccole scuole di recitazione furono create all’interno delle case di produzione, e scuole di cinematografia private sorsero in alcune città. Nel 1930 fu ufficialmente costituita una Scuola nazionale di cinematografia, dovuta all’intraprendenza di Alessandro Blasetti: la scuola, la prima al mondo dopo quella aperta a San Pietroburgo (allora Pietrogrado) nel 1919, per successive trasformazioni sarebbe diventata il Centro sperimentale per la cinematografia. L’istituto non fu subito operativo e restò comunque circoscritto nelle intenzioni alla sola sezione di recitazione, nonostante fosse stato presentato un progetto (da Anton Giulio Bragaglia) di organismo politecnico, che avrebbe dovuto formare oltre ad attori anche registi, direttori di fotografia, montatori, scenografi ecc.
Nel 1932 nasceva la Scuola di Cinema, che dipendeva dal ministero dell’Educazione nazionale e da quello delle Corporazioni, sotto la direzione dello stesso Blasetti; infine, in seguito a un interesse più diretto del regime nel cinema, fu creata una struttura di intervento governativo che avrebbe dato vita al Centro sperimentale, diretto da Luigi Chiarini. L’apporto di Chiarini alla definizione teorica, strutturale e funzionale del Centro fu fondamentale, in un momento in cui il cinema oscillava tra le commedie dei “telefoni bianchi” e il trionfalismo dei film nazionalistici: egli infatti, di fronte alla proposta del cinema come “spettacolo” ricreativo proveniente dall’estero (soprattutto da Hollywood), suggerì al cinema nazionale una via popolare, realistica, legata a situazioni e personaggi tipicamente italiani, anticipando così il contenuto del dibattito culturale che si sarebbe sviluppato intorno al cinema nel secondo dopoguerra. Il Centro sperimentale sarebbe stato così il propulsore ideologico della corrente neorealistica che avrebbe caratterizzato il grande cinema italiano dalla metà degli anni Quaranta alla metà degli anni Cinquanta, e in seguito della cosiddetta commedia all’italiana. I corsi si aprirono il 1° ottobre 1935 e riguardarono le specializzazioni in regia, recitazione, scenografia, direzione della fotografia, tecnica del suono. I primi cortometraggi furono realizzati due anni dopo; la prima prova del processo di rinnovamento del cinema italiano prodotta dal Centro fu il film Via delle Cinque Lune, girato da Chiarini, il cui soggetto era una libera trasposizione di un racconto di Matilde Serao.
Nel frattempo nel Centro si cominciavano ad allevare le migliori generazioni del cinema italiano: autori (Michelangelo Antonioni, Pietro Germi, Giuseppe De Santis, Luigi Zampa, Nanni Loy, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Carlo Verdone tra i più noti), attori (Alida Valli, Leopoldo Trieste, Clara Calamai, Andrea Checchi, Ornella Muti, Claudia Cardinale e, recentemente, Enrico Lo Verso), direttori della fotografia (Pasqualino De Santis, Vittorio Storaro), scenografi (Flavio Mogherini), produttori (Dino De Laurentiis). Numerosi sono stati i docenti celebri nel Centro sperimentale, tra i quali Paola Borboni, Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Alberto Lattuada, Luigi Comencini, Monica Vitti, Suso Cecchi d’Amico, Ingrid Thulin, Gianni Amelio, Carlo Lizzani, Lina Wertmüller, Mauro Bolognini, Giorgio Albertazzi. Attualmente i corsi istituiti dalla Scuola nazionale di cinema, di durata triennale, sono otto: recitazione; regia; sceneggiatura; fotografia; scenografia, arredamento e costumi; produzione; montaggio; tecnica del suono.
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