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Caccia

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Mosaico con scena di caccia, villa del Casale, Piazza ArmerinaMosaico con scena di caccia, villa del Casale, Piazza Armerina
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Introduzione

Caccia Attività rivolta all’approvvigionamento di risorse alimentari di origine animale attraverso l’uso di strumenti di offesa e cattura.

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Cenni storici

Unitamente alla pesca e alla raccolta costituì una delle principali attività delle società primitive, in particolare prima della transizione neolitica verso l’agricoltura. Gli strumenti di caccia più antichi sono la clava, l’asta e l’arco, che fu la principale arma fino alla comparsa delle armi da fuoco. L’uccisione dell’animale avveniva pertanto attraverso una punta, di legno, di osso, di selce, o di metallo, che penetrando nel corpo causava lesioni più o meno letali. Alcune popolazioni utilizzavano cerbottane, con le quali scagliavano una piccola freccia spesso intrisa di sostanze velenose di origine vegetale, come ad esempio il curaro, in grado di paralizzare o uccidere la preda senza però comprometterne la commestibilità delle carni. Tra gli inuit era utilizzato l’arpone, un’asta uncinata, e la lancia a tridente. Una singolare arma da caccia è costituita dal boomerang degli aborigeni australiani, forse in uso in India e in America, ma del tutto estranea alla tradizione europea.

Assai efficaci risultavano inoltre le trappole, quali buche nel terreno accuratamente mimetizzate, lacci, reti e altri strumenti atti a immobilizzare la preda impedendole ogni possibilità di fuga.

La caccia era un’attività raramente praticata dal singolo individuo. Nella maggior parte dei casi il gruppo dei cacciatori agiva collettivamente dividendosi il lavoro. Tipica infatti era la battuta di caccia dove l’animale era sospinto dai battitori verso uomini opportunamente appostati e armati o verso una trappola. Altre tecniche, alcune praticabili anche singolarmente, prevedevano l’inseguimento della preda con l’ausilio di cani o altri animali addestrati; l’utilizzo di richiami; l’avvicinamento furtivo grazie a indumenti mimetici, ad esempio una pelle dell’animale che si stava cacciando.

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Ruolo alimentare e ruolo sociale della caccia

L’apprendimento delle tecniche di caccia avveniva gradualmente e il passaggio dalla fase di osservazione a quella di partecipazione attiva segnava spesso l’ingresso nel mondo degli adulti e aveva quindi un significato di iniziazione. Inoltre, poiché la caccia era un’attività prettamente maschile, l’appartenenza al gruppo dei cacciatori sottolineava identità sessuale e divisione dei ruoli.

La spartizione della preda era l’evento con il quale terminava la caccia. L’animale non era mai proprietà di chi l’aveva catturato, ma veniva suddiviso, a volte in base a complessi rituali che, come i riti propiziatori, dimostrano il carattere sociale dell’attività venatoria. Il cacciatore assumeva quindi un ruolo di prestigio all’interno della comunità.

Da un punto di vista nutrizionale la caccia non costituiva la fonte primaria di approvvigionamento. La maggior parte delle calorie giornaliere proveniva dalla raccolta, tuttavia il valore biologico delle proteine animali, superiore a quello delle proteine vegetali, conferiva alla caccia un importante ruolo nell’integrazione alimentare.

Sopravvissuta nei secoli fino all’epoca contemporanea, la caccia è oggi un’attività sportiva rigidamente regolamentata da leggi nazionali e in alcuni paesi, come l’Italia, è stata oggetto di dibattiti e di referendum abrogativi. Vedi Cacciatori-raccoglitori.

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