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Socialdemocrazia

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Willy BrandtWilly Brandt

Socialdemocrazia Componente riformista e gradualista del socialismo. A partire dagli ultimi decenni del XIX secolo e fino alla prima guerra mondiale furono denominati “socialdemocratici” diversi partiti di orientamento socialista come il Partito socialdemocratico tedesco (SPD) e quello russo.

Verso la fine del secolo andarono però delineandosi già nella Seconda Internazionale forti divergenze e contrasti tra la destra revisionista (rappresentata da Eduard Bernstein e Jean Jaurès), un centro legalitario (Karl Kautsky) e una sinistra marxista convinta della necessità di una rottura rivoluzionaria. Quando la fazione bolscevica, dopo la scissione del partito socialdemocratico russo, si costituì in partito e assunse la denominazione di “comunista”, il termine “socialdemocrazia” passò a designare l’ala moderata del movimento socialista, e fu usata da parte di Lenin e dei comunisti in senso denigratorio per indicare il tradimento dei principi rivoluzionari e la tendenza ad allearsi con la borghesia.

Nel secondo dopoguerra, nella Germania Federale (vedi Repubblica Federale Tedesca), la SPD sostenne politiche sociali avanzate ed esperienze di cogestione industriale. Con il congresso di Bad Godesberg (1959), abbandonò la teoria della lotta di classe e ogni riferimento con la tradizione marxista, ponendosi come partito di governo all’interno delle istituzioni democratiche parlamentari e schierandosi con la NATO.

In Italia, nel 1951, dal Partito socialista italiano (PSI) si staccò un piccolo Partito socialdemocratico (PSDI), che divenne componente stabile della coalizione centrista. Successivamente, sia il PSI sia il PSDI parteciparono ai governi riformatori di centrosinistra.

I più grandi successi della socialdemocrazia europea sono stati tuttavia raggiunti nell’esperienza scandinava. In particolare, il Partito socialdemocratico svedese (SAP), guidato nei suoi primi anni da Karl Hjalmar Branting, e appoggiato da un potente sindacato, ha dominato la politica della Svezia a partire dagli anni Venti per un cinquantennio, regolando il conflitto sociale e creando un sistema di welfare esteso ed efficiente.

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