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Affettività

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Affettività Termine che, in psicologia, indica la parte dell’attività psichica relativa alle emozioni, ai sentimenti e all’umore. Si suole far risalire al trattato Le passioni dell’anima (1649) del filosofo francese Cartesio lo studio moderno degli stati affettivi.

Agli inizi della psicologia scientifica, fu Wilhelm Wundt (1873) a elaborare una “teoria tridimensionale dei sentimenti”, secondo la quale questi ultimi possono essere valutati lungo tre dimensioni: piacere-dispiacere, eccitamento-inerzia, tensione-rilassamento.

Fu con lo strutturalismo di Edward Titchener (1909), tuttavia, che prese corpo la prima teoria compiuta dell’affettività. Gli stati affettivi semplici furono considerati molto simili alle sensazioni elementari: in particolare, Titchener rilevò che sia i primi sia le seconde tendono a diminuire d’intensità se vengono ripetuti. Se ci immergiamo in una vasca d’acqua tiepida, ad esempio, con l’adattarsi della temperatura della pelle alla temperatura dell’acqua l’iniziale sensazione di calore diminuisce progressivamente; analogamente, la condizione affettiva di piacere che possiamo provare ascoltando un brano musicale o assistendo a uno spettacolo che ci coinvolga particolarmente, decresce se l’ascolto o la visione si ripetono un elevato numero di volte. Sempre secondo Titchener, nell’esperienza quotidiana si combinano spesso le sensazioni e l’affettività: è quest’ultima a conferire significato emotivo a stimoli elementari quali, ad esempio, la fame o un dolore fisico.

Al funzionalismo della scuola di Chicago si deve una definizione dell’affettività in base al suo valore adattativo: le emozioni e i sentimenti consentono all’individuo di integrarsi più o meno facilmente nell’ambiente che lo circonda. In seguito, la psicoanalisi e il comportamentismo collocarono lo studio dell’affettività in una nuova prospettiva: la prima perché descriveva e valutava gli stati affettivi alla luce del concetto di inconscio; il secondo perché indirizzava l’attenzione sulle cause oggettive dell’affettività: stimoli ambientali e risposte fisiologiche dell’organismo.

In psicopatologia, le alterazioni dell’affettività assumono un’importanza rilevante nella strutturazione e nella sintomatologia di pressoché tutti i disturbi mentali. Negli ultimi decenni soprattutto i disturbi del tono dell’umore (ossia la depressione e la mania) sono stati oggetto di un’attenzione specifica, che ha consentito la messa a punto di efficaci tecniche di trattamento, sia farmacologico sia psicoterapeutico.

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