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Risultati di Windows Live® Search Formalismo Corrente critica affermatasi tra il 1915 e la fine degli anni Venti a Mosca, a opera del Circolo linguistico di Mosca, e a San Pietroburgo, dove nel 1916 fu fondata la Società per lo studio della lingua poetica (Opojaz). Esponenti di spicco furono Viktor Šklovskij, Roman Jakobson, Boris Viktorovič Tomaševskij e Vladimir Jakovlevič Propp. L'attenzione era rivolta agli aspetti formali dell'opera d'arte a scapito di quelli relativi ai temi e, più in generale, ai contenuti. Proprio analizzando il particolare uso del linguaggio e la funzione del tutto speciale della poesia (centrale è l'attenzione all'elemento fonico), secondo i formalisti è possibile individuare la peculiarità che rende la lingua letteraria diversa dalla comune lingua d'uso, ossia, come la definì Roman Jakobson, la sua 'funzione poetica' (vedi Funzioni linguistiche). Ne discende una forte sottolineatura dell'autonomia dell'opera letteraria dai condizionamenti materiali e storici, secondo un approccio metodologico che accomuna il formalismo allo strutturalismo. I formalisti approfondirono gli studi sulle forme metriche, sulla lingua poetica, sulle tipologie dei generi letterari e sulla struttura narrativa delle fiabe. Fra i principali concetti elaborati dai teorici del formalismo vi sono quello dello straniamento, tecnica che mira alla realizzazione di una percezione dell'oggetto rappresentato in modo tale da renderlo evidente e 'nuovo' agli occhi del lettore, e la distinzione, ormai classica nell'ambito della narrativa, tra fabula e intreccio. Per 'fabula' si intende la successione in ordine temporale e causale degli avvenimenti narrati, per 'intreccio' la loro connessione così come il testo la presenta, con eventuali salti temporali, anticipazioni, flashback ecc.
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