Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Scipione

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Scipione

Articolo

Scipione Pseudonimo di Gino Bonichi (Macerata 1904 - Arco, Trento 1933), pittore italiano esponente della scuola romana, sodale di Mario Mafai e Antonietta Raphael. I suoi dipinti si caratterizzano per la notevole intensità emotiva, veicolata da immagini allucinate e barocche, da colori infuocati e notturni, da immagini deformate (Piazza Navona, 1930, Galleria nazionale d’arte moderna, Roma; Apocalisse o Il sesto sugello, 1930, Galleria civica d’arte moderna, Torino).

L'arte inquieta di Scipione – che trova riferimenti nella cosiddetta scuola di Parigi, nell’espressionismo di Chaïm Soutine e James Ensor, nell'opera di El Greco, Goya, Tintoretto – mostra gli aspetti più oscuri della Roma della decadenza, molto lontana dalle immagini celebrative dell'epoca: ne sono esempio La piovra (1929, Cassa di Risparmio, Macerata); La cortigiana romana (1930, collezione privata, Milano); Via che porta a San Pietro (1930, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma).

Artista visionario, trasse ispirazione da episodi e casi della vita culturale e letteraria del tempo per opere come Il risveglio della bionda sirena (1929, collezione privata) e Ritratto del Cardinal Decano (1930, Galleria comunale d’arte moderna e contemporanea, Roma). Realizzò inoltre disegni e caricature per l’“Italia Letteraria”; fondò con Mario Mafai il foglio culturale “Il Fondaco” (1928) e, successivamente, con Marino Mazzacurati, la rivista “Fronte” (1931), in aperta polemica con il movimento Novecento.

Tra le esposizione più importanti cui partecipò ricordiamo, dopo l’esordio alla Biennale romana del 1925, la collettiva del 1929 a Palazzo Doria, nella quale presentò la tela Contemplazione. Espose inoltre alla Biennale di Venezia (1930) e nel medesimo anno divise lo spazio espositivo della Galleria di Roma con Mafai.

Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft