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Risultati di Windows Live® Search Einaudi Casa editrice fondata a Torino nel 1933 da Giulio Einaudi, che iniziò l’attività editoriale rilevando il periodico “La Riforma sociale” diretto dal padre Luigi e la rivista artistico-letteraria “La Cultura”, soppressi entrambi dal regime fascista tra il 1934 e il 1935. Con diversi collaboratori accomunati da ideali antifascisti e dalla volontà di confrontarsi con la cultura internazionale, Giulio Einaudi intraprese un progetto impensabile nel clima culturale dell’epoca; le prime collane furono “Problemi contemporanei”, “Biblioteca di cultura storica” (progettata da Leone Ginzburg), “Saggi”, “Narratori stranieri” (curata da Cesare Pavese, Massimo Mila, Leone e Natalia Ginzburg), “Biblioteca di cultura scientifica” (curata e rilevata in seguito da Paolo Boringhieri). L’attività della casa editrice non conobbe sosta; durante la guerra e nel primo dopoguerra, grazie al contributo di nuovi collaboratori (tra cui Antonio Giolitti, Norberto Bobbio, Carlo Muscetta, Giaime Pintor, Ernesto De Martino, Italo Calvino, Paolo Grassi), nacquero altre collane dedicate alla politica e alla filosofia, alla letteratura (“Millenni”, “Coralli”, “Supercoralli”, i “Gettoni” di Elio Vittorini, che diresse anche “Il Politecnico”), agli studi etnologici (la cosiddetta “Collana viola” di De Martino e Pavese), al teatro (“Collezione di teatro”). Alla fine degli anni Quaranta la casa editrice torinese occupava già un posto di primo piano nel panorama editoriale e culturale italiano, segnalandosi anche per l’impeccabile aspetto grafico e tipografico dei suoi volumi (curato tra gli altri da Albe Steiner e Bruno Munari). A partire dai primi anni Sessanta l’Einaudi approfondì ulteriormente il suo interesse per le discipline sociali, storiche, economiche e politiche; furono così create le collane “Piccola biblioteca Einaudi” (curata agli inizi da Franco Fortini e Giulio Bollati), “Nuova universale”, “Nuovo Politecnico”, “Paperbacks”. Nel decennio successivo la casa editrice creò nuove collane, “Gli struzzi” e “Centopagine” (quest’ultima ideata da Calvino), e si impegnò nella pubblicazione di prestigiose opere (la Storia d’Italia, l’edizione italiana della Storia economica Cambridge, l’Enciclopedia, la Storia dell’arte italiana, la Letteratura italiana), i cui elevati costi editoriali contribuirono a causare una gravissima crisi finanziaria. Posta nel 1983 sotto amministrazione controllata, fu rilevata alla fine degli anni Ottanta da Elemond, una società costituita da Mondadori ed Electa, che riservò a Giulio Einaudi la carica di presidente. Rilanciata con successo, nel 1992 creò un’altra importante collana, la “Pléiade”, in collaborazione con la casa editrice francese Gallimard, e nel 1996 “Stile libero”, rivolta soprattutto a un pubblico giovane e nella quale sono pubblicate le novità della letteratura underground e pop (tra i tanti autori si cita Niccolò Ammaniti). Nel 1998 acquisì le Edizioni di Comunità (fondate da Adriano Olivetti nel 1946). Attualmente è di proprietà di Mondadori.
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