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Duomo di Santa Maria del Fiore, Firenze Complesso monumentale, uno dei maggiori in Italia, in cui si trovano riuniti i contributi dei più celebri artisti del Medioevo e del Rinascimento. Non è soltanto, come fu scritto, “il più bello e onorevole tempio della Toscana”, ma uno dei più belli d’Italia e del mondo.
La costruzione della cattedrale di Santa Maria del Fiore venne intrapresa nell’anno 1296, sul luogo dell’antica cattedrale di Santa Reparata, antica chiesa cristiana nata dalla trasformazione di un tempio romano. Il progetto risultato vincitore del concorso indetto per Santa Maria del Fiore fu quello di Arnolfo di Cambio, scultore e architetto, che negli ultimi anni della sua vita si dedicò alla supervisione dei lavori di costruzione della cattedrale.
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La chiesa e il campanile
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La chiesa, a tre navate, costituisce il punto di incontro tra romanico fiorentino, ordinato e geometrico, e gotico francese, più mosso, di cui Arnolfo era venuto a conoscenza tra i primi in Italia. Con la morte dell’autore del progetto i lavori della chiesa rallentarono, per riprendere con rinnovato vigore nel 1334, allorché Giotto fu nominato capomastro. Il maggiore contributo di Giotto è costituito dal campanile, di poco discosto dalla facciata principale del Duomo, a base quadrata, decorato – come il resto della chiesa – con marmi policromi bianchi, rossi e verdi. Nella direzione dei lavori seguirono poi, dopo la morte di Giotto nel 1337, Andrea Pisano e Francesco Talenti.
Nel 1365 erano terminati il coro e il transetto, nel 1378 la navata centrale era compiuta e coperta, nel 1380 furono ultimate le navate laterali, mentre nel 1421 vennero erette le tribune. L’anno 1421 segnò un momento decisivo per la cattedrale, poiché coincise con l’incarico assegnato a Filippo Brunelleschi per realizzare la grande cupola, unico elemento ancora lasciato incompiuto della chiesa. La difficoltà nel coprire una superficie tanto vasta era stata ritenuta insormontabile da numerosi architetti; ma Brunelleschi, che ben conosceva la cupola del Pantheon, studiò e risolse il problema costruttivo coniugando l’ars aedificandi romana con un linguaggio architettonico di ascendenza gotica. Realizzò quindi una cupola a base ottagonale, divisa in vele triangolari, inarcate su costoloni di marmo bianco. Il disegno per l’elegante lanterna alla sommità della cupola, eseguito dallo stesso Brunelleschi, venne messo in opera nel 1462 da Giuliano da Maiano.