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Partito radicale Partito politico italiano fondato alla fine del 1955 da un gruppo di dissidenti del Partito liberale, al quale si aggiunsero esponenti del Partito d’azione e intellettuali di orientamento laico e progressista che facevano capo alla rivista “Il Mondo”. Nato come Partito radicale dei liberali democratici italiani (cambiò il suo nome l’anno seguente), lanciò attraverso le pagine del “Mondo” e dell’“Espresso” una battaglia rivolta alla formazione di una cultura laica e liberal-socialista, in cui si distinsero, tra gli altri, Mario Pannunzio, Guido Calogero, Ernesto Rossi, Leo Valiani, Arrigo Benedetti, Eugenio Scalfari, Marco Pannella.
Alleato in diverse competizioni elettorali con i partiti della sinistra laica e socialista, entrò in crisi agli inizi degli anni Sessanta subendo diverse scissioni alle quali sopravvisse un piccolo gruppo guidato da Marco Pannella. Questi, con altri giovani attivisti laici e libertari, mise a punto una strategia, incentrata su un’energica battaglia per i diritti civili e delle minoranze, creando e accogliendo in una nuova struttura “federalista” diversi movimenti (tra i quali – a sostegno del progetto di legge del socialista Loris Fortuna – la Lega italiana per il divorzio; la Lega degli obiettori di coscienza; il Movimento per la liberazione della donna). Rafforzatosi in seguito alla vittoria del fronte divorzista nel referendum del 1974, il Partito radicale riuscì a inviare propri rappresentanti in Parlamento nelle successive elezioni del 1976 (quattro deputati) e del 1979 (quando ottenne, con il 3,5% dei suffragi e diciotto deputati, il suo più significativo risultato elettorale). Dalla seconda metà degli anni Settanta, sostenendo la sua battaglia con le inedite forme di lotta della disobbedienza civile e dello sciopero della fame, il Partito radicale riuscì a coagulare un vasto fronte progressista intorno ai temi più diversi e spesso spinosi (pacifismo, antimilitarismo, anticlericalismo, ambientalismo, depenalizzazione dell’uso delle droghe, aborto) e nel 1977 lanciò la prima di una lunga serie di campagne referendarie volte a incidere direttamente sull’attività del Parlamento. Con spirito anticonformista e libertario e rischiando più volte l’impopolarità, negli anni Ottanta il PR si erse a difesa del garantismo nei processi contro il terrorismo e sostenne generosamente, sebbene isolato, il popolare presentatore televisivo Enzo Tortora nella sua lotta contro le infamanti accuse di contiguità con la malavita organizzata. Nel contempo intensificò la sua polemica contro la classe politica, culminata nella provocatoria candidatura di una pornostar nelle elezioni del 1987 (eletta nel Parlamento insieme con altri dodici esponenti del partito, tra cui Domenico Modugno).
Trasformatosi nel 1985 in Partito radicale transnazionale, rivolse i suoi interessi alla sfera internazionale, impegnandosi in una battaglia contro la guerra e la fame nel mondo. Dalla fine degli anni Ottanta scelse di non partecipare direttamente alle elezioni ma di sostenere liste e candidati contigui al partito e di intensificare il ricorso allo strumento referendario. Dal 1992 promosse diverse liste (“Lista Pannella” nel 1992 e nel 1994, quando alcuni esponenti radicali si allearono con il Polo delle libertà di Silvio Berlusconi; “Lista Pannella-Sgarbi” nel 1996) che ottennero tuttavia modesti risultati; la “Lista Bonino” – animata dall’esponente radicale Emma Bonino – ottenne una significativa affermazione nelle elezioni europee del 1999, ma nelle successive legislative del 2001 non riuscì a eleggere propri rappresentanti in Parlamento. Nelle elezioni del 2006 il Partito radicale diede vita, con i Socialisti democratici italiani, alla Rosa nel pugno, lista dal forte carattere laico, aderendo alla coalizione di centrosinistra dell’Unione. La formazione, che ottenne un risultato inferiore alle aspettative (2,6%), partecipò con propri membri al governo guidato da Romano Prodi. Nel 2008 il Partito radicale si è alleato con il Partito democratico, partecipando alle elezioni anticipate di aprile senza il suo simbolo.
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