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Controtransfert

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Controtransfert In psicoanalisi, insieme di manifestazioni inconsce dell'analista in reazione all'analizzato e al suo transfert.

L’esistenza di una reazione emotiva dell’analista nei confronti del paziente è stata messa in evidenza per la prima volta, nel 1908, da Sándor Ferenczi, allievo di Sigmund Freud e in seguito analista egli stesso. Freud iniziò a usare il termine a partire dal 1910, sottolineando che l'analista deve diffidare del controtransfert, cioè dei sentimenti che prova nei confronti del paziente, e non deve comunicarglieli. L'analista stesso quindi dovrebbe sottoporsi a un’analisi personale, detta didattica, per non inserire il suo controtransfert nella cura dell'analizzato.

La psicologia dell'Io pone il controtransfert al centro della psicoterapia: analista e analizzato sono inseparabili, costituiscono un'entità unica, quindi anche i sentimenti e le emozioni dell'analista devono essere tenuti in conto nello svolgimento della cura.

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