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Anche negli organi interni si riscontra la formazione di cicatrici, come complicazione di un intervento chirurgico, o come conseguenza di una grave lesione o della chiusura patologica (obliterazione) di un vaso sanguigno, come, ad esempio, nel caso di arteriosclerosi. Il tessuto dell’organo colpito, danneggiato o non adeguatamente irrorato di sangue, va incontro a una progressiva cicatrizzazione che lo rende fibroso e indurito (sclerotico). Possono riscontrarsi cicatrici, ad esempio, nel cuore in seguito a infarto, nei polmoni e nei reni; tali formazioni spesso compromettono la funzionalità degli organi stessi.
Il processo che porta alla formazione di una cicatrice inizia quando, dopo che si è prodotta la lesione, l’organismo reagisce con una risposta infiammatoria. A livello della ferita vi è una congestione attiva, ossia un afflusso di sangue che è reso possibile da una locale dilatazione dei vasi sanguigni; l’aumentato apporto di sangue permette ai bordi della ferita un afflusso di nutrienti e di fibrina che, formando una sorta di “rete”, favorisce la coagulazione del sangue e la formazione di nuovo tessuto. La ferita quindi tende a chiudersi progressivamente e, se non è profonda e i suoi lembi vengono mantenuti ravvicinati, può cicatrizzarsi rapidamente. In caso di ferite profonde i lembi possono essere riavvicinati mediante punti di sutura. Se nella ferita si infiltrano agenti patogeni, essa può infettarsi, con la conseguente formazione di pus e rallentamento della capacità autoriparativa del tessuto. Le cicatrici viscerali formano noduli e zone sclerotiche, spesso evidenziabili attraverso metodi radiografici.
Allo scopo di favorire la cicatrizzazione cutanea, è necessario ripulire la ferita e disinfettarla con preparati antisettici; in caso di suppurazione, si deve procedere a un trattamento antibiotico; è consigliabile inoltre assumere composti vitaminici (a base di vitamina A ed E) per coadiuvare la moltiplicazione cellulare e la chiusura della lesione. La facilità di cicatrizzazione dipende, comunque, sia dal tipo di lesione sia dall’individuo; alcune condizioni patologiche, come il diabete mellito, ritardano la guarigione di ferite, ulcere e lesioni. La carenza di acido ascorbico (vitamina C) è un altro fattore che ritarda la formazione di tessuto cicatriziale.
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